I due leader dello spogliatoio, Toni e Moras, hanno parlato questo pomeriggio a Peschiera dopo la batosta di domenica sera al San Paolo contro il Napoli. -È stato chiaro fin da subito che avevamo fatto una brutta figura. Eravamo consapevoli della loro superiorità tecnica, ma fare queste figure non ci sta. Ne abbiamo parlato fra di noi già nel post partita e ora vogliamo cambiare marcia. Cos’é cambiato rispetto all’anno scorso? Forse il gruppo. Il Verona credo che debba rimanere coi piedi per terra e pensare solo a salvarsi e a raggiungere quanto prima i 40 punti. Dovremo lottare su tutti i palloni senza pensare al passato. Quello di quest’anno è un campionato molto competitivo, che forse avevamo sottovalutato. Il mio momento? Ci sono alti e bassi e io sono il primo a voler aiutare i miei compagni. Sono qui per fare gol e continuerò a lavorare sodo per ritrovare la rete. Il gol che non avrei voluto sbagliare? Sicuramente quello a pochi passi dalla porta contro il Napoli, anche se quello che conta è poter aiutare la squadra. Presunzione al San Paolo? Non so se ci sia stata, quel che è certo è che essendo partiti bene forse ci siamo adagiati troppo – ha dichiarato Toni – Chiedere scusa ai tifosi? È stata una partita particolare, siamo anche noi molto rammaricati e dispiaciuti. Ci deve servire come motivazione in più per vincere contro una Lazio particolarmente in forma. Trasferta vietata determinante? Non credo, ma questi divieti sono una sconfitta per il calcio italiano. È assurdo, queste cose succedono solo in Italia. Caso Muntari? Sinceramente dal campo non ho sentito nulla, come non hanno sentito alcun coro i giocatori del Milan. Se il fatto non è accaduto non vedo perché si debba crearlo. Se mi sento solo in attacco? Forse rispetto all’anno scorso ci manca un po’ di equilibrio, ma prendo la mia parte di responsabilità. La passata stagione la buttavo dentro subito, quest’anno no. L’importante però rimane il traguardo dei 40 punti e che faccia gol io o un altro non cambia – conclude Luca Toni – In casa ci sentiamo più forti, l’apporto dei nostri tifosi è determinate-. A Luca Toni fa eco Vangelis Moras. -La sconfitta di Napoli? Ci ha fatto molto male, soprattutto perché non siamo abituati a perdere in questo modo. Ieri abbiamo parlato cercando di capire cosa ci sia mancato. Questione di mentalità? Non siamo il Barcellona e non lo diventeremo. Non dobbiamo pensare ad altro se non lottare fino alla fine con umiltà. Siamo una squadra che deve sempre sudare la maglia e sacrificarsi sempre, solo così potranno arrivare i risultati. Oggi abbiamo 11 punti e sono contento che siamo arrivati a questo traguardo anche senza i gol di Luca. Errori individuali in difesa? Non siamo abituati a giocare aperti. L’unica cosa che può aiutarci è il gioco di squadra ed il sacrificio di tutti anche nella fase difensiva. Spero che in futuro questa possa diventare una grande squadra, ma oggi dobbiamo pensare solo alla salvezza. Ci sono squadre che giocano in Serie A da qualche anno, puntando all’Europa senza riuscirci e noi dovremmo conquistarla in due anni? Magari. Come affrontiamo la Lazio? Dobbiamo solo sputare sangue, niente di più, contro qualsiasi avversario. I cambi di modulo a Napoli? Siamo andati in confusione, si é visto proprio che abbiamo perso qualcosa. Ci sono momenti ed episodi che cambiano le partite e noi dobbiamo sempre sapere come comportarci in campo-.