Tre segni distintivi, fra gli altri, di Fabio Borini: la forza di non mollare mai, lo stimolo di volersi mettere sempre in discussione, come sottolineato da Ivan Juric dopo l’esordio nella sfida di Bologna, la freddezza e l’istinto di piazzare il pallone alle spalle del portiere. Il ‘Boro’ si è presentato all’Hellas con un gol pesantissimo, nella prima delle sue 6 gare sinora disputate in gialloblù, ma sicuramente nel ricordo di molti c’è quella partita in cui Borini, Pazzini e un Verona straripante hanno ribaltato la Juventus al ‘Bentegodi’.

#16 FABIO BORINI
Data di nascita: 29 marzo 1991
Luogo: Bentivoglio, Bologna
Altezza: 1,80 m
Nazionalità: italiana
Ruolo: attaccante
Piede preferito: destro
Caratteristiche: ‘jolly’ d’attacco
Presenze in Serie A: 81
Presenze Hellas Verona: 6.

«Borini è andato via da Bologna a 16 anni, ha lasciato mamma, papà e sorella, si è ritrovato da solo in Inghilterra, ha sofferto, ha faticato, ha anche pianto, ma alla fine ha imparato. A giocare a calcio, innanzitutto, e anche a vivere»
Cit. Carlo Ancelotti

BORINI ‘THE PIRATE’
Fabio Borini lascia Bologna giovanissimo, a soli sedici anni, per trasferirsi a Londra. Gli ultimi anni del settore giovanile li trascorre infatti con la maglia del Chelsea. Si afferma nel panorama britannico come uno dei più interessanti prospetti di attaccante, tanto che l’allenatore dei blues Carlo Ancelotti lo inizia a coinvolgere nelle attività di una prima squadra composta da campioni. Fabio ha ormai superato le paure e la lontananza di casa, l’esordio con il Chelsea – dopo 17 gol in 21 presenze con la squadra riserve – avviene il 20 settembre 2009, nella partita di Premier League vinta per 3-0 contro il Tottenham. Complessivamente scenderà in campo 8 volte in quella stagione, senza trovare la via del gol, ma esordendo anche in Champions League l’8 dicembre 2009 contro l’APOEL Nicosia. Il 17 marzo 2011 viene ceduto in prestito allo Swansea City allenato da Brendan Rodgers, in Championship, e due giorni dopo fa il suo esordio con la nuova maglia, siglando una splendida doppietta al Nottingham Forest. Sono le prime due reti della sua carriera e, in entrambe le esultanze, Borini porta la mano tra i denti a mimare il coltello di un corsaro. L’esultanza di uno che non molla mai. In Inghilterra ben presto sarà conosciuto per quel motivo. Stessa esultanza il 9 aprile successivo, una magia da calcio di punizione contro il Norwich, e ancora con il Burnley e due volte con l’Ipswich Town. Segna 6 gol in 12 partite con gli Swans, salutandoli dopo la promozione ai Playoff. Tornerà in Inghilterra per il Liverpool, alternando poi due esperienze in maglia Sunderland: è ormai il suo periodo della ‘maturità’, seppur ancora giovane, e la sua esultanza è diventata iconica. Con i Reds segnerà 3 gol in 38 partite, mentre con i Black Cats troverà 17 volte la via della rete in ben 93 gare disputate. È il nono miglior marcatore italiano nella storia della Premier League.

BORINI AZZURRO
Le esperienze azzurre di Fabio Borini iniziano già nel 2006, quando arriva la prima chiamata in Under 16. Il giovane attaccante, ormai in procinto in quegli anni di trasferirsi al Chelsea, completa tutta la filiera azzurra, giocando in Under 17 sotto la guida di Luca Gotti, in Under 19 con l’allenatore Massimo Piscedda e vivendo quatto anni da protagonista con l’Under 21 di Pierluigi Casiraghi. Il 29 febbraio 2012 Fabio Borini fa il suo esordio con la Nazionale maggiore dell’allora commissario tecnico Cesare Prandelli, che lo riconfermerà fra i 23 che nel giugno di quell’anno parteciparono agli Europei di Polonia e Ucraina 2012, in cui solo la Spagna in finale riesce a fermare gli azzurri. Un anno più tardi Borini parteciperà con l’Under 21 agli Euoropei di categoria in Israele, terminati anche quelli con una sconfitta in finale per mano degli iberici.

BORINI GIALLOBLÙ
Dopo aver vestito in Italia le maglie di Parma (per una sola gara), Roma (10 reti in 26 presenze) e Milan (8 reti in 75 presenze), il 14 gennaio viene ufficializzato il suo trasferimento all’Hellas Verona, con Borini che lascia i rossoneri dopo tre anni. In gialloblù non perde il vizio di segnare all’esordio e, come gli era successo in maglia Swansea, pochi giorni dopo il suo arrivo viene subito mandato in campo, trovando la rete che, in questa occasione, varrà il definitivo pareggio in casa del Bologna. L’8 febbraio 2020 segna invece la sua seconda rete con il Verona, in una notte magica: Hellas batte Juventus 2-1 al ‘Bentegodi’, e il gol che dà il ‘la’ alla rimonta è proprio del ‘Boro’. Fonte: hellasverona.it