Come state organizzando il lavoro degli steward alla luce delle nuove disposizioni?
Da un lato c’è una semplificazione, perché non essendoci pubblico scompaiono gran parte delle complicazioni. Aumenta però il livello di rischio sanitario. Siamo nel mondo del calcio e dire che entreranno solo operatori è una bugia in partenza perché poi ci saranno le liste con 50-60 o 70 persone che faranno il loro ingresso negli stadio: le persone vicine alla società, piuttosto che i grandi sponsor. Senza calcolare che, fuori alcuni stadi, si potrebbe creare assembramento di tifosi, anche se non possono entrare".
Quindi gli steward saranno comunque chiamati a stare a contatto con le persone.
Esatto. E proprio per questo motivo la nostra associazione avrebbe preferito fermare completamente i campionati. Invece si andrà avanti, ma poi al primo caso di coronavirus tra calciatori che si fa? A quel punto, i campionati dovrà fermarsi per forza. Si naviga molto a vista, non solo nel calcio. E il calcio ormai è un’industria talmente grande che è difficile fermarla. Anche se, secondo noi, era questo il passo da fare".
In una partita come Juve-Inter a porte chiuse quante persone ci sono allo stadio?
"Sono tante. Solo le maestranze, circa 200 persone. Tutte essenziali per mettere in funzione lo stadio".
Voi che indicazioni avete ricevuto? Gli steward indosseranno mascherine?
"No, perché le indicazioni sono che le mascherine dovranno essere indossate solo da chi è malato. Abbiamo raccomandato un continuo lavaggio delle mani e spero gli stadi possano essere subito attrezzati in questo senso. Magari si utilizzeranno dei guanti, ma poi come si fa a controllare un biglietto a oltre un metro di sicurezza?"
Visto che per le gare a porte chiuse servirà un numero ridotto di steward avete lasciato libera scelta ai vostri dipendenti di venire o meno alle partite?
"Sicuramente saranno liberi di venire e non venire, anche perché la maggior parte non sono dipendenti. Però alcuni di loro che vivevano solo con questo introito adesso andranno in difficoltà economica. E’ un problema economico importante, che riguarda solo questo settore ma anche questo settore" ha dichiarato a tmw, Ferruccio Taroni, presidente dell’ANDES (Associazione Nazionale Delegati Alla Sicurezza).

Fonte: tmw, foto: gisroma.it