“Se non giochiamo al 110 per conto noi perdiamo da tutti. Per questo bisogna correre un metro in più degli altri, vincere un contrasto in più, saltare un centimetro. Bergamo? La prestazione è stata corretta, coerente con le precedenti. Tutti i parametri sono più che positivi, nell’ultimo mese abbiamo mantenuto un trend medio alto rispetto ai parametri della Serie A. Non corriamo più degli altri, cerchiamo solo di correre insieme. Di Carmine? Ottimo attaccante ma per stare in A devi essere un atleta. La regola vale per tutti. Lui sta facendo un percorso molto positivo, come quello d’altronde di tutti gli altri – ha dichiarato a telearena il preparatore atletico dell’Hellas Verona, Paolo Barbero – Bisogna lavorare sette giorni su sette per essere all’altezza. È come a scuola. La partita è il compito in classe. Chiaro che durante la settimana devi aver “studiato”. Il rigore di Faraoni a Bergamo? A uno come lui non si può dir proprio niente. Dà sempre tutto, è spesso tra i migliori. I picchi gialloblù? La velocità di Lazovic e la resistenza di Pessina e Veloso. Ma voglio rimarcare la prestazione di Empereur col Brescia. Non giocava da dieci partite, ma è entrato mettendoci subito tecnica, tattica e fisico. Vuol dire che alle spalle c’è stato un lavoro serio e costante. I numeri? Conta anche altro. Non alleno la Ferrari o Mercedes ma delle persone. Amrabat? Ha grande cultura del lavoro. Ha potenzialità enormi, ma il vero corridore è Pessina. Kumbulla? Solo nel calcio l’età conta, negli altri sport non succede. Lui era uno dei tanti giovani della rosa. Va allenato, ma è un atleta come ha dimostrato col tempo”.