“È un allenatore preparato, capace di dare una personalità alla sua squadra. Un tecnico che crede nel lavoro e meticoloso nel rendere automatici i movimenti e i concetti di gioco da lui proposti. Con la ripetitività delle soluzioni. È una persona squisita a cui devo tanto a livello umano. È un tecnico che cerca di confrontarsi per capire se i concetti da lui richiesti sono stati memorizzati, ma è anche un allenatore che pretende che ogni giocatore sia a disposizione della squadra e del modulo da lui proposto. Noi a Sassuolo abbiamo giocato col 4-3-3 con gli esterni offensivi alti in modo da sfruttare gli inserimenti delle mezzali e a volte anche dei terzini. È molto scrupoloso nel lavoro difensivo e negli automatismi, mentre a livello offensivo lascia spazio anche alla creatività e all’estro del giocatore stesso. La stima nei giovani è uno dei suoi punti forti. Non ha paura ad inserire un ragazzo con poca esperienza se lo merita e ha qualità. Quelli di Berardi e Zaniolo sono due esempi su tutti. A Verona potrà fare veramente bene. La piazza è quella giusta per riprendere la strada di Sassuolo. E mettere in archivio le due ultime sfortunate stagioni Durante le quali più che le prestazioni sono mancati i risultati. Col mister ci sentiamo ancora e spesso. Gli ho augurato con tutto il cuore di fare veramente bene sia per lui che per l’Hellas Verona. Di più: gli ho scritto anche che ora ha una doppia responsabilità nei miei confronti perché, oltre a dover far bene e a tornare al top come ai tempi del Sassuolo, avrà anche l’obbligo di far vincere la squadra per la quale tifo da quando sono nato” ha dichiarato a L’Arena, l’ex portiere dell’Hellas Verona, oggi al Venezia, Alberto Pomini.