“Ho fatto nove anni in viola e quattro in gialloblù. Il mio rammarico e non averne fatti altri cinque in più a Verona. Sarebbe stata la carriera perfetta. Verona è una città stupenda con tifosi che sanno di calcio. Ti lasciano vivere e sono sempre vicini alla squadra. Le contestazione? C’era ma erano tra uomini. Ho un solo rammarico, l’anno con Fascetti. Eravamo un’ottima squadra. Quando Ezio Rossi segnò con l’Inter fu una grande gior- nata. Si parlava di Uefa ma Raducioiu non segnava e Stojkovic stava male. Lì iniziarono gli attriti tra Eros Mazzi, che lo voleva in campo e mister Fascetti. Fu una retrocessione ingiusta. La Fiorentina? Una squadra senza né capo né coda. È stato così con Montella, con Iachini e pure con Prandelli. Credo che a volte siano presuntuosi perchè le qualità le avrebbero ma giocano sì e no un tempo. Prendete Amrabat. È il fratello di quello che ho ammirato a Verona. D’accordo lui non ha quasi mai giocato nel suo ruolo ma qualcosa in più avrebbe dovuto dare ed invece niente. Non c’è gruppo. Solo tante bella parole e basta. L’anno scorso Juric aveva in pratica già firmato, almeno così si diceva, poi Commisso riconfermò Beppe (Iachini, ndr). Lui è un buon tecnico e un grande lavoratore. I problemi sono altri. L’Hellas Verona? Ho ancora negl’occhi la partita di Bergamo con l’Atalanta: che atteggiamento, che velocità. Quello è stato uno spot per il nostro calcio. La Super Lega? Non sono d’accordo o meglio va fatto un distinguo. Se il calcio del futuro è solo business allora va bene così, ma se questo sport ha ancora una valenza sociale e agonistica allora devono rimanere le coppe così come sono state pensate” ha dichiarato a L’Arena, il doppio ex di Hellas Verona-Fiorentina, Celeste Pin.