“Il Verona è una squadra complicata da affrontare, e ancora più difficile da battere. Il Milan la può vincere di talento. Negli uno contro uno. Nei duelli, nelle sfide che misurano la qualità, ma Il Verona resta squadra organizzata, piena di energia. In pieno controllo di se stessa. Ho ancora un ricordo lucido del pareggio contro la Juve. Una prova di grande sostanza. Kalinic e Ibrahimovic? Reggono le alterne fortune dei fronti d’attacco. Mi fermerei a questo. Perché poi, Ibra, rispetto a tutto e tutti, vive in una dimensione tutta sua. Kalinic? Il Milan lo ha preso perché si ricordava lo splendido attaccante di Firenze, ma quel tipo di giocatore non lo abbiamo mai visto a Milano. In quel Milan era davvero difficile emergere per un giocatore nuovo. Juric? Senza nulla togliere a il Verona, Juric è pronto per il salto ulteriore di qualità. Può capitare un anno di essere fortunati. Magari trovi i giocatori giusti e ti va tutto bene. Ma Juric è andato oltre, riuscendo a fare miracoli. Confermandosi. Il Verona si sta riproponendo bene, con gli stessi valori della scorsa stagione. L’Hellas resta complicata da battere. Sa come muoversi, non ti regala uno spazio. Batterla oggi sull’organizzazione di gioco, non è semplice. A Juric non regalano giocatori straordinari. E pur avendo perso elementi importanti, penso tra gli altri a Pessina, lui resta allenatore dalle grandi valenze. Chi mi piace dell’Hellas di oggi? Silvestri. E poi c’è Lovato. Che contro la Juve ha giocato una grande partita“ ha dichiarato a L’Arena, il giornalista Carlo Pellegatti.