“Squadra all’altezza della nuova categoria? Lo vedremo. Dal punto di vista dello spirito dobbiamo esserlo subito. Sul resto non abbiamo ancora i numeri, soprattutto nel reparto offensivo, però io devo allenare quelli che ho e tirarne fuori il meglio. Lo spirito come si costruisce? Esiste qualcosa della stagione scorsa, ma va ricostruito con i nuovi. Si forma con il lavoro del contadino: certosino, con pazienza, costanza, equilibrio. Tutte qualità che dipendono da me, dal club che mi sostiene: ci deve essere un filtro diretto e la squadra lo deve percepire. Se abolirò i ritiri anche in Serie A? La stagione scorsa ne abbiamo saltati parecchi e anche per il Napoli non lo faremo. Ci troviamo qui sabato mattina – ha dichiarato Pecchia a La Gazzetta dello Sport – Io sono rigido sul rispetto nello stare insieme. Un ordine che va al di là dei titoli, esigo rispetto per il magazziniere come per il presidente o l’allenatore. Sull’educazione non transigo. Se sono rimaste tracce di Cassano nell’Hellas? È stata una settimana molto intensa per tutti, ricca, vibrante, emozionante. Ma eravamo lontani, non ha lasciato conseguenze. È passata. Ventura mi ha dato consigli su Cerci? Qualche indicazione l’ha data. Ma Alessio viene da tre anni difficili, dato oggettivo. L’abbiamo voluto, abbiamo grandissima fiducia in lui, serve pazienza: tre anni di attività parziale incidono. Siamo felici perché sta lavorando con continuità: è uno che può fare la differenza ma ha bisogna di forza e condizione. E su questo non abbiamo la bacchetta magica – ricorda l’allenatore dell’Hellas Verona – Chi deve mettere quest’anno la canottiera del muratore? Tutti. Valeva anche l’anno scorso, ora sarà più facile. Non siamo i favoriti per il campionato. Cos’è il calcio propositivo? Proporre il gioco, non speculare. Tutti dicevano che non era adatto per la B, però siamo riusciti a mostrare qualcosa di buono a Verona. Che calcio è quello del Napoli? Credo sia la massima espressione del calcio propositivo. È un’auto che viaggia a 300 orari, con velocità e qualità. Come si ferma? Loro sono una Ferrari, noi un prototipo. Ma pretendo dai miei il meglio delle potenzialità. La rivalità tra le due tifoserie è alta, quando venivo da giocatore ho visto sempre una cornice di sport, spero sia così anche sabato. Cosa provo ad affrontare il Napoli? Emozione: cinque anni da giocatore, due da allenatore, sono tanti nelle nostre brevi carriere. Mi hanno dato la possibilità di diventare uomo e giocare a certi livelli. Questa sarà la mia prima vera volta in Serie A. Sono molto più lucido, maturo, ho esperienze in grandi club che mi aiuteranno anche adesso. Se il Verona si salva cosa faccio? Non sono il tipo da bici. Piuttosto un tuffo nel lago, perché no?”.