Doppio ex della sfida di domenica al San Paolo, Claudio -Garellik- Garella. L’ex portiere dell’Hellas Verona si racconta a Hellas LIVE.

– Lo scudetto? A distanza di 30 anni godiamo ancora di quel successo. E’ stata un’impresa unica, incredibile, fuori da ogni credenza calcistica. E’ come se oggi il Chievo o il Cesena vincessero lo scudetto: impossibile. In porta giocava il grande Garella? Quell’anno lì giocava una grande squadra, con i due stranieri che davano il tocco in più. È stato un campionato irripetibile. Io portiere atipico? Mica tanto, forse a quei tempi (ride n.d.r). Tornassi in campo oggi sarei un normale portiere che para di piede, nel passato era più difficile vedere interventi come i miei che spesso per istinto erano con gli arti inferiori del corpo. Il Verona di oggi? L’Hellas sta facendo un miracolo come lo ha fatto l’anno scorso. Ha quindi per forza una grande società, un grande allenatore, un grande gruppo, una grande tifoseria altrimenti non si farebbero miracoli a ripetizione. Ha un potenziale incredibile, giocatori importanti, dal ritorno in Serie A è sempre nelle zone alte della classifica. Quindi tanto di cappello al Verona che anche se non arriverà a vincere un altro scudetto, gioca comunque campionati di altissimo livello meritando il massimo dell’attenzione. Obiettivo salvezza? Non credo proprio (ride n.d.r.). Quando si ha gente come Toni o Rafael in squadra non può essere quello l’obiettivo. E’ giusto cercare di avvicinarsi all’Europa e magari riuscire a centrarla. Nel calcio ci sono annate e annate, ma stando lì non vedo perché il Verona non debba sperare. Rafael? Un portiere di grandissimo rendimento. Sbaglia pochissimo, non fa perdere punti alla squadra, un affidamento sicuro. La sfida di domenica al San Paolo? Verona e Napoli sono due grandi città, totalmente diverse, anche se il tifo è molto caldo ambe due le parti. Mi aspetto una gran bella partita. Non ci saranno i tifosi del Verona? Un peccato ma purtroppo è così e dobbiamo prenderne atto. Sono cose che una volta difficilmente succedevano -.