“Dovremo correre più degli altri e provare a dare fastidio a tutti. Il nostro obiettivo è uno, e uno solo: salvarci. Il Verona deve stabilizzarsi in serie A. Salvarsi non varrà meno di essere promossi. La salvezza sarà il nostro scudetto. Se siamo un po’ in ritardo come dice Pecchia? Molti giocatori cambiati, alcuni hanno iniziato più tardi, altri devono arrivare: diciamo che dobbiamo accelerare – ha dichiarato Giampaolo Pazzini a La Gazzetta dello Sport – È vero che i gol non si contano ma si pesano? Verissimo. E se mi dicono che ne segnerò svariati in meno di 23 ma tutti pesanti, io rispondo: dove si firma? Ho sempre messo il noi davanti all’io: quest’anno dovrò farlo ancora di più. Non è scattata la scintilla a Cassano? Peccato perché poteva darci una bella mano. Altro non saprei dire, ma non c’aveva dato questa sensazione: stava bene, si era sempre allenato. Quello che sappiamo noi è quello che è uscito sui giornali. Quello che ci ha detto la mattina del 23 luglio, ultimo giorno del ritiro, è stato: “Ciao ragazzi, io vado: in bocca al lupo”. Poteva essere tutto ed il contrario di tutto: ciao ci vediamo nei prossimi giorni, o mai più. Come settimana prima: ci aveva riunito per dirci addio la mattina, il pomeriggio era di nuovo uno di noi. Io non l’ho più sentito. Antonio continuare a giocare? Per me sì. Ma è semplicemente una mia sensazione. Orfano dei suoi assist? Conto che me li faccia Cerci. Nel Milan abbiamo giocato insieme poco, ma in due partite me ne ha dati due… Tre motivi per scommettere su Cerci? Ha qualità che ormai è merce abbastanza rara, esperienza e orgoglio. Una qualità di Pecchia mai riscontrata negli altri allenatori? È uno che sa restare sempre tranquillo. Se mi mancherà Toni? Certo: gli amici ti mancano sempre. Era importante anche per la piazza. È andata così. Quanti punti può portarci il Bentegodi? Penso tanti, più che altro lo spero. Nel momento più difficile dello scorso campionato ci hanno tirato su loro, nello sprint finale ci hanno trascinato loro. Contratto fino al 2020 ma non è detto che continuerò a giocare fino ad allora? Sì. Non mi sono mai sentito legato a quella scadenza, neanche quando firmai il contratto”