”Come uomo vivo le preoccupazioni per il futuro, fiducioso di tornare gradualmente alla normalità nel bene collettivo. Come padre e marito cerco di usare questo tempo per condividerlo con la famiglia visto che in una stagione normale sei spesso fuori di casa. E come giocatore si prova a restare in forma con un paio d’ore di esercizi quotidiani, anche se il campo è un’altra cosa… I 199 gol da professionista? Ci penso spesso, era un obiettivo di questa stagione… Quanto pesa la sospensione? Tantissimo, ha un peso enorme. Eravamo in fiducia, ma la sospensione sarà un interrogativo per tutte. Ma ora è il tempo della salute. Quest’anno non abbiamo mai sbagliato una partita. Merito di tutti, Juric e giocatori, perché questa squadra ha un’identità ben precisa – ha dichiarato a La Gazzetta dello Sport, Giampaolo Pazzini – Il sacrifico quotidiano che stiamo affrontando in questo perito ci permetterà di tornare a fare ciò che ci piace di più e per apprezzare ciò che davamo per scontato. Sono maniacale nella preparazione delle partite, la ripetitività di certi gesti mi aiuta a concentrarmi meglio. Zaccagni positivo al Covid-19? Appena saputo della positività di Zac ci siamo sentiti, era sereno. Eravamo vicini in pullman quando siamo tornati da Genova… La stagione di Badu? È stata umanamente terribile terribile, merita di avere l’opportunità di raddrizzarla giocando perché è un ragazzo a cui non si può altro che voler bene. Se mio figlio mi chiede del virus? Ha 8 anni, capisce e mi chiede aggiornamenti. Ha compreso che anche un semplice giro in bici in questo momento non è consentito. Un bimbo responsabile, ecco. Calciatori non immuni al coronavirus? Siamo più conosciuti come giocatori che come uomini. E invece siamo prima uomini, persone. Quindi è vero che siamo privilegiati, ma abbiamo le nostre paure, i nostri sogni, le nostre speranze. Come tutti”.