“Quale sensazione si prova a segnare 50 gol col Verona? Di eterna riconoscenza verso un popolo che mi fa sentire in debito per quello che mi danno e che mi hanno sempre dato. La stagione è positiva perché la squadra sta facendo grandi cose e la squadra va sempre messa al primo posto. Inoltre quando ho giocato, sono riuscito a fare bene ciò che volevo. Ovvero segnare e ho segnato gol che hanno portato punti. Lavoro sempre per farmi trovare pronto. Con il passare del tempo giochi più con la testa e con l’esperienza. Dove non arrivi con le gambe ci arrivi con la concentrazione e la lettura anticipata delle azioni. È chiaro che cambia il lavoro settimanale fatto sul campo e come prevenzione. Si sta più attenti a tutto, a quello che mangi e a quanto lavori. Il 6º posto? Non se lo aspettava nessuno, siamo i primi a sapere però che non abbiamo ancora fatto nulla. In ritiro, nemmeno il più ottimista avrebbe detto che avremmo fatto tutto questo – ha dichiarato Giampaolo Pazzini a La Gazzetta dello Sport – È una crescita costante, settimana dopo settimana, allenamento dopo allenamento con Juric. La squadra ha lavorato con grandissima fame e continua a farlo. I risultati poi ci hanno aiutato ad acquisire fiducia. Il Verona è una squadra che ha un’autostima differente rispetto all’inizio della stagione. Ma non siamo ancora contenti, vogliamo completare il percorso. Com’è cambiato Pazzini in cinque stagioni a Verona? Sono arrivato con grande entusiasmo, però la stagione è stata disgraziata per tutti. Non mi aspettavo quell’impatto. Ma il feeling con la città è cresciuto anno dopo anno. Ho voluto rimanere anche in B per riportare la squadra subito in A. Da lì il rapporto con Verona è sbocciato, l’affetto è motivo di orgoglio. E mi ha sempre dato la forza per stare sul pezzo anche momenti meno felici. I 200 da professionista? Spero di farlo presto, ci terrei con questa maglia. Mi piacerebbe farlo in rovesciata o un cucchiaio, ma il cucchiaio da fuori area!”.