L’intervista al presidente dell’Hellas Verona FC, Maurizio Setti, pubblicata sull’MP Magazine

Cosa rappresenta per lei il settore giovanile?

Se non è importante quanto la prima squadra, poco ci manca. Non esiste futuro senza settore giovanile, l’ho sempre detto e sempre sarà un aspetto fondamentale della nostra società. Uno dei miei tanti sogni è, un giorno, avere un Verona formato in buona parte da talenti creati in casa. La nostra mentalità deve essere questa e per portarla avanti serve prima di tutto un centro sportivo di proprietà.

Come lo immagina questo centro?

All’inglese, senza dubbio. Tutte le nostre squadre devono potersi allenare insieme, con campi adiacenti tra di loro in modo che la comunicazione e lo scambio formativo di giovani tra i settori siano all’ordine del giorno. Mi piacerebbe che il centro fosse pronto in due anni.

La sua idea di calcio sintetizzata in tre parole.

È presto detto: passione, traguardo, sogno. La passione, presente peraltro anche nello slogan della mia azienda Manila Grace, è l’unico vero motore delle azioni umane. O meglio, si possono fare le cose anche senza passione, ma non saranno mai fatte al meglio. Il traguardo è l’obiettivo, la sfida è quotidiana. Il nostro traguardo è dare tutto giorno per giorno. Nel momento in cui raggiungo un sogno ne immagino subito un altro e comincio a lavorare per ottenerlo, senza soluzione di continuità. Sono uno che non si accontenta mai.

Verona è la piazza giusta per portare avanti questa idea di calcio?

Si, altrimenti di sicuro non mi sarei addentrato in questa avventura calcistica ed imprenditoriale. Verona poi ha qualcosa in più. Mi chiedono spesso se anche senza tifosi si può arrivare in alto, io rispondo di no. Il saliscendi di altre società è parzialmente dovuto anche a questo. Il nostro sforzo è stato dare la giusta immagine di una tifoseria che è solo un patrimonio e non un ostacolo per l’Hellas Verona FC. Una tifoseria che ammiro per l’integrità e la forza che ha dimostrato in anni complicati. Addirittura essa veniva assurdamente additata come il motivo per il quale nessuno aveva la voglia di entrare nella società gialloblù. Per ripulirebbe l’immagine abbiamo riallacciato e creato rapporti importanti con le alte stanze del calcio italiano, attraverso responsabili societari di respiro nazionale ed internazionale, rispettati e la cui competenza sia riconosciuta in ogni ambiente. Mi vengono in mente il direttore generale Gardini o il segretario generale Dibrogni.

Il Verona del futuro parte da queste persone?

C’è bisogno di dirlo? Il futuro è già qui, ben chiaro nella mia mente. Abbiamo passione nel fare le cose, traguardi da tagliare e sogni da realizzare. Il recente passato è bellissimo, il presente ancor migliore, vi invito a vivere il domani assieme a noi, non ve ne pentirete.

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