“Ho fatto migliaia di kilometri per vedere ‘el mi Mic’ giocare. E io non so niente di calcio, non ho neanche visto i Mondiali”. L’emozione raccontata a gianlucadimarzio.com, è quella di Stefano Lovato, papà del difensore dell’Hellas Verona, Matteo. “Ho consumato tante macchine. Partivo da Candiana la domenica alle 7 di mattina e mi facevo ore e ore di viaggio da solo per andare a vederlo. Tornavo anche all’una di notte a casa. Ero felice. Ho fatto tutte le trasferte. Mi sedevo in tribuna con la mia macchina fotografica professionale e mi limitavo a scattare foto a Matteo, non ho mai sbraitato o urlato contro arbitri e giocatori avversari. A me basta vedere mio figlio. Il suo 16esimo compleanno l’ha festeggiato a Carrara dopo una partita. Ho portato le pastine per tutta la squadra. Lo sono andato a vedere altre mille volte. L’ultima? Verona-Udinese al Bentegodi qualche settimana fa”. Un ragazzo bravo sia in campo che a scuola. Papà Stefano è andato anche a parlare con i professori di “Mic” a Genova: “Erano stupiti che avessi fatto tutta quella strada. Mi hanno detto che andava bene. Comunque quando era a Padova è uscito dal Calvi con la media dell’8. Ma non ha mai studiato granché” ride. Il campo toglie tempo ed energie. “El mi Mic sa che quando ha bisogno papà c’è sempre”, conclude Stefano con orgoglio.