Il portiere dell’Hellas Verona, Francesco Benussi, si racconta a La Gazzetta dello Sport.

“Non so se giocherò domenica con la Lazio, non mi sento titolare. Mandorlini? Non mi ha mai detto nulla. Solo qualcosa quando debuttai a Udine perché Rafael non stava bene. Il rapporto con il portiere brasiliano? Normale. Lui non è un chiacchierone, ma abitiamo anche vicini. Sa che deve lavorare per riprendersi il posto. Chi è il migliore tra Scuffet e Gollini? In Italia con i portieri siamo apposto per un po’. Gollini ha aggiunto anche l’esperienza inglese. Ha più coraggio nelle uscite alte, ha una mentalità più completa, è pronto. Il più forte con cui ho giocato? Sirigu. Avendo giocato in 11 squadre a quale sono più legato? Lecce e Palermo. Anche perché in una è nata Camilla che ha otto anni e nell’altra Carlotta che ne ha tre – racconta – A Verona ti senti giocatore tutte le domeniche. È una sensazione bellissima una tifoseria incredibile. Cosa penso vedendo in campo ancora gente come Toni e Di Natale? Che sono dei campioni e dei grandi uomini fuori. Ma a Toni che ha lo spirito da bambino, qualche tiro lo prendo, con Totò non mi divertivo neppure: la metteva sempre dove voleva”.