“Il Verona è stato costruito per vincere e per stare sempre in alto, dove siamo adesso. Il Trapani era una squadra nata per salvarsi. Contro il Verona vogliono vincere tutti. Mentre contro il Trapani, magari, la prendevano un po’ più alla leggera. Cosa ho imparato dai playoff dell’anno scorso? Che sono difficilissimi, un altro campionato. Posso prendere quel sentimento che mi è rimasto, assieme a quella rabbia, e metterlo in queste sei partite che mancano con il Verona. Essere i favoriti è un peso? No, è invece una motivazione. Chi viene qui sa che deve pensare in grande e puntare in alto. Siamo preparati a questa mentalità. A me non pesa perché ho imparato che se ti viene chiesto tanto è perché puoi dare tanto. A Verona dal 2010 ma prima chance nel 2016? Ho sempre sperato di trovare il mio spazio qui. Ci è voluto di più perché non avevo esperienza, e quando ero arrivato a Verona serviva quella. Rafael? Ci sentiamo ancora e mi dice di stare sempre sul pezzo perché ha visto che ci sono stati dei momenti difficili. Lui mi sta vicino dicendo di tenere la testa alta perché Verona è una grande piazza. Tra noi è nato un bellissimo legame, è stata la prima persona che mi ha dato una mano qui a Verona – ha dichiarato Nicolas a La Gazzetta dello Sport – Quando sono arrivato, non sapevo neanche l’italiano… C’era tanto rispetto nonostante ognuno cercasse di tagliarsi il proprio spazio. Cosa mi ha insegnato? La pazienza, saper aspettare il mio momento. Lui era il mio fratello più grande, e mi tirava le orecchie quando ce n’era bisogno. Mi diceva: "Nico, tu prima di tutto devi imparare i verbi italiani perché così viene più facile". Bessa? Tecnicamente è più brasiliano, ma da italiano ha imparato a muoversi e a sacrificarsi per la squadra. In Brasile, invece, sapete com’è… c’è un po’ più di casino, meno tattica e più istinto. Lui è stato in squadre di A, gli è mancata l’opportunità. Se sono pronto per la Serie A? Io volevo giocarci già prima, poi è successo quello che è successo… e quindi ora sì, voglio tornarci. Se pesano di più i cinque gol all’esordio in A col Napoli oppure i 5 gol subiti a Cittadella? Quelli di Cittadella, perché se facevo un po’ meglio forse potevamo avere tre punti in più. A me non dispiace prendere un brutto gol, dispiace se i miei compagni rientrano nello spogliatoio con una sconfitta per colpa mia. La trasferta di Bari? Sarà difficilissima, perché loro vorranno riscattarsi subito. Noi dobbiamo dare il giusto peso alla partita, facendo il nostro lavoro per portare a casa i tre punti e senza pensare che siamo alla pari del Frosinone. Corsa al primo posto chiusa? No. Noi puntiamo a quello”.