“Quale è stata la parata più difficile? Ne ho fatte tante all’inizio, quella sul tiro a botta sicura di Quagliarella, credo… E poi Caprari è stato bravissimo a mettere quel pallone sulla testa di Barreto e poi il rigore. E pensare che l’avevo studiato Quagliarella. Di solito lui incrocia forte il tiro ma domenica l’ha aperto. Peccato”. Crotone a +6. Come si fa a prenderlo? “Dobbiamo crederci sempre. Spesso parliamo durante i ritiri tra noi giocatori. Sarebbe bello riuscire a centrare la salvezza. Ho trovato la serie A dopo tanto lavoro, mi dispiacerebbe perderla”. Salvezza a quanti punti? Il Crotone ora avrà qualche partita impossibile, cioè contro grandi squadre o formazioni come la Sampdoria che stanno molto bene. Ci si salva a 34 punti. Noi dobbiamo fare dieci o quindici punti in quelle gare che arriveranno tutti insieme dopo il Toro. Da Benevento in poi. Chiaro che cercheremo di far punti sempre ma non è facile” – ha dichiarato Nicolas a L’Arena – “Come vedo la squadra? Mi piace. Ora siamo più equilibrati e più forti, la vittoria a Firenze non è stata un caso. Ci sono ancora tante partite da qui alla fine del campionato. Adesso siamo consapevoli che gare come la Spal, il Sassuolo o il Cagliari per dire, non dobbiamo sbagliarle. Se arrivassero tanti punti potremmo davvero salvarci”. Gli altri però sanno che siete in difficoltà e cercano fin da subito il gol. E così? “Sì, c’è un po’ di verità in questo. Con il Milan e la Fiorentina, ci siamo salvati subito e poi abbiamo vinto. Con la Roma non è andata così ed anche la Samp ha fatto gol subito dopo pochi minuti del secondo tempo”. Chi fa gol nel Verona? “Gli attaccanti. A Firenze c’eravamo riusciti. A Genova è stata durissima. Troppo poco l’azione di Verde e quella di Kean. È vero che subiamo tante reti ma tra le squadre che stanno sotto, siamo quella che ha segnato di più. Ribadisco, nulla da perdere e cerchiamo di far risultato su ogni campo”. Se sento ancora Pazzini o Bessa? “Bessa l’ho sentito anche ieri. Non parliamo mai di calcio ma di altre cose. Lui è dispiaciuto e si augura che l’Hellas possa salvarsi. Sul suo trasferimento, quando si è concretizzato, mi ha detto che era una scelta professionale. Punto e basta. Rafael? È un mio grande amico. Si alterna con Cragno nella porta del Cagliari. Lui sta bene in Sardegna. La vita costa meno di qui e poi c’è il mare. Diciamo che sia là che qui a Verona si vive molto bene. Se vengo spesso in città? Abito in collina appena fuori e sto molto bene. Adesso vedo se riesco a comperarmi un appartamento. Sono otto anni che paghi l’affitto, dopo un po’ sono soldi buttati”. Torniamo al calcio. I tifosi li senti da dietro la porta? “Loro meriterebbero un altro campionato da parte nostra. Quando perdiamo di brutto mi chiudo in casa e non esco di casa. Non ho paura di nessuno ma è una forma di rispetto. I nostri tifosi ci stanno male e non mi sembra il caso di andare in giro. Son fatto così, non cerco applausi mi impegno e dò il massimo. Loro fanno un tifo speciale per noi. Vorrei davvero salvarmi per loro.Tifosi non abbandonateci. Andiamo avanti dando il massimo. Anche a Roma con la Lazio. La classifica non ci dà spazio per i calcoli. È chiaro che se a Genova fossimo stati zero a zero a poco dalla fine della partita, avremmo badato a portare a casa il punto. Però a noi serve un altro colpo come a Firenze e poi dobbiamo far bene nelle gare in casa”. Cosa sogni la notte? La salvezza o ti svegli con l’incubo della serie B? “Non ho mai pensato di andare in B. Vi dico la verità, nessun incubo. Solo tanta amarezza come dopo le partite con Spal e Bologna. Con loro erano ormai quattro punti, minimo ed invece…”.