“Hellas Verona-Spal? Forse guarderò la partita, il caso ha voluto che fossi squalificato e quindi riuscirò ad essere lì almeno per un giorno. Save Moras? L’associazione va bene anche in Grecia, facciamo tante iniziative e qui siamo già arrivati a duemila donatori, con 12 compatibili di cui quattro hanno già fatto il trapianto. L’altro giorno mi ha chiamato il papà di un’amica raccontandomi le vicende e il trapianto di un bimbo di sei anni, sono cose che toccano il cuore – ha dichiarato Vangelis Moras a L’Arena – Lo sapete, Verona è la mia seconda casa ed è sempre bello tornare e rivedere tanti amici. Seguo l’Hellas, lo guardo sempre anche qui in Grecia, dispiace vedere questa situazione, è un momento difficilissimo e capisco che per la gente sia dura da accettare. Credo che nessun calciatore vada in campo per perdere o senza mettercela tutta: magari può capitare in una o due partite ma non a lungo, altrimenti il gruppo lo ferma subito. Penso che sia mancata l’esperienza giusta, in questi casi qualche elemento che ha già giocato anni a certi livelli ti può aiutare ad assorbire meglio i colpi – spiega Moras – La retrocessione l’ho provata sulla mia pelle tre anni fa, e noi eravamo molto esperti, figurarsi adesso. Le colpe della società? A volte con i giovani ti va bene, altre no, è comunque un rischio, in A dell’esperienza non si può fare a meno. In una stagione come questa gli errori li hanno fatti tutti e le responsabilità sono condivise, nessuno escluso, certo fa male vedere l’Hellas così. E so quanto fa male anche a quella gente, perché a Verona cambiano i giocatori, gli allenatori e i dirigenti, ma i tifosi ci sono sempre”.