“Ricordo bene quella stagione anche a distanza di dieci anni, un campionato molto negativo per me e per l’Hellas Verona, chiuso per fortuna con la salvezza di Busto Arsizio. Quante parole che ho preso. Non solo io ma anche i miei compagni. E non posso negare che era giusta la rabbia dei tifosi. Era stata costruita una squadra per ammazzare il campionato dopo l’amara retrocessione in Serie C ma invece i risultati non sono mai arrivati e chiudemmo con la doppia sfida contro la Pro Patria per non retrocedere. E pensare che sulla carta eravamo davvero forti, con giocatori esperti. Nei due precedenti campionati a Vasto e San Benedetto realizzai 40 reti, mentre in gialloblù solo una, sia pur molto importante, in campionato – ha dichiarato a Hellas Live l’ex attaccante dell’Hellas Verona, Daniele Morante – Una stagione difficile, dove conobbi comunque belle persone e grandi tecnici come Colomba e Sarri. Purtroppo non riuscii a ripetermi sotto porta ma l’impegno non è mai mancato. Il trasferimento saltato all’ultimo giorno del mercato di riparazione? Le richieste non mi mancavano, su di me c’erano Crotone, Foggia e Lecco, ma alla fine era già fatta col Pescara, poi all’ultimo non se ne fece più nulla e rimasi così a Verona, dove invece doveva arrivare al mio posto Savoldi. Il gol al Bentegodi sotto la Curva Sud nella gara di andata contro la Pro Patria? Una gioia immensa. Lo ricordo bene quel momento anche se non capivo nulla. In quei secondi mi sono passate tante cose per la testa. Per fortuna sono riuscito a lasciare anch’io un segno del mio passaggio a Verona. Anche se la stagione non è certo stata esaltante, anzi. Cosa faccio oggi? Ho allenato una squadra di 2004 in Molise dove abito e mi piacerebbe fare l’osservatore”. Foto: bustocco.it