“Per salvarsi serve lo spirito Hellas: senso di appartenenza, spogliatoio di ferro, la spinta incessante del pubblico. E crederci sempre. Se il Verona sarà quello che ha vinto il derby con il Chievo, non è una chimera. Il crollo con l’Atalanta? Loro troppo forti. Risultato fa male. Dimentichiamo e andiamo a San siro per provare a sorprendere l’Inter. Se l’Hellas riuscisse a battere il Benevento andrebbe alla pari della Spal. Certo, mica facile vincere là. Comunque prima ce l’Inter, che è una squadra pazza per definizione. Dico che non si sa mai, magari é arrivato il momento di fare qualcosa di grande Milano… Sono veronese e tifoso del Verona. La maglia gialloblù era ed è la mia seconda pelle. Mi pare che non l’avrei dato ogni mio respiro per l’Hellas? Non avevo i numeri del campione, ma quanto ad anima, ce la mettevo tutta e provavo a trascinarmi i compagni – ha dichiarato Michele Cossato a La Gazzetta dello Sport – E la gente di Verona mi vuole sempre un gran bene. Ho smentito quel detto, com’è che fa? Beh, quello che dice che non puoi essere profeta in patria. Da ex pilastro del Chievo se sono sorpreso che si trovi in difficoltà? Se ho fiducia nella salvezza dell’Hellas, di quella del Chievo sono certo. A rischiare sono altri: Crotone, Spal, Sassuolo e anche Cagliari. Ho giocato con Rolando Maran: un uomo di spessore e allevatore che cura il dettaglio. Hanno accusato un calo, il calcio è strano e non si può mai dare niente per scontato, ma i gialloblù di Maran di hanno tutto per toglierci presto dagli impicci. Battaglia tosta invece per il Verona? La può vincere come facemmo noi 17 anni fa. Se sei dell’Hellas, sei nato per soffrire ma, ancor di più, per non mollare. Chi ha vissuto quanto accade nel 2001 non se lo può scordare. Meglio che abbiano tolto lo spareggio: quel giorno a Reggio Calabria resterà unico”.