“A Verona l’anno scorso è stato un anno difficile, i tifosi ce l’avevano con la società e si aspettavano che dominassimo. L’arrivo di Aglietti è stata la svolta, ha toccato le corde giuste, mettendoci meglio in campo, ma è stato un miracolo sportivo e nella finale il Bentegodi è stato l’arma in più. Aglietti e tanti ex gialloblù in Serie B? Ho un bel rapporto con quelli dello Spezia. Di Gaudio è un talismano, ha già vinto la B tre volte: stavolta se vuole fare festa lo dovrà fare dopo di noi. Gustafson è forte, poi ci sono Bianchetti e Crescenzi. Quando un’annata nasce male poi è difficile rimetterla in piedi. Io difensore o centrocampista? Merito di Conte alla Juve. Quando venne fermato Bonucci per le scommesse mi ha provato al suo posto, nella difesa a tre ed è andata bene – ha dichiarato a La Gazzetta dello Sport, l’ex gialloblù Luca Marrone – Com’è stato passare da Grosso e Aglietti a Stroppa? Grosso e Stroppa si somigliano, stessa idea di giocare e attaccare. Aglietti è più attendista, bada al sodo e lo ottiene. Perché non sono rimasto a Verona? Dopo il ritiro hanno detto che non sarei rientrato nel progetto. Stroppa mi cercava da tanto e non ho avuto dubbi”.