“Verona è nel cuore, lo sarà sempre. Mi fa piacere sia tornato in Serie A. In B non c’è niente di scontato, nel calcio nemmeno. Comunque era la squadra più forte e alla fine è stato così. È stato tutto un po’ strano: a quattro minuti dalla fine perdeva il derby col Vicenza, poi lo ha ribaltato con quel finale incredibile e da lì tutto è filato liscio. Se sono mai tornato in città per vederlo giocare? No, non ce l’ho ancora fatta. Non so se succederà. In B sono andato solo un paio di volte a Cesena. Chi sento a Verona? I miei ex giocatori storici. Innanzitutto Luca Toni che ho avuto il piacere di allenare. Vede, tanti mi parlano del figlio di Simeone che ho avuto quest’anno al Genoa e ha una gran voglia di arrivare. Ma io dico che se hai avuto la fortuna di allenare Toni tutto il resto passa in secondo piano. È stato uno degli ultimi grandi campioni. Poi sento Gomez, Hallfredsson e voglio bene anche a Rafael che ha fatto bene a Cagliari, come Ionita, altro gran giocatore. Romulo? Io ho visto quello forte, gli auguro di star bene, può essere importante. Deve soltanto stare calmo. Da dove riparte il Verona? Da una base molto importante: Pazzini. Io credo che lui possa essere un centravanti protagonista anche in serie A. In questo campionato ha mostrato grandi doti e segnato tanti gol. Lui è la prima polizza del Verona. Sul resto, non fatemi sbilanciare in tema di mercato. Non è il mio – ha dichiarato Andrea Mandorlini a La Gazzetta dello Sport – Se tifo Verona? Difficile per un allenatore dire sono tifoso. Ma qui parliamo di tanti anni della mia vita. Anni bellissimi. Ho comprato una casa a Verona, ci vado ogni tanto, mi ritrovo con gli amici, vado a mangiare sempre al Pompiere che è una seconda casa. Sono legato all’ex sindaco Flavio Tosi e a quello che potrebbe diventarlo: Federico Sboarina, un bravo avvocato e un buon ex assessore allo sport. E voglio molto bene ai tifosi. Pronostico per il prossimo campionato di Serie A? Il Verona deve innanzitutto salvarsi. Bisogna partire forte, questo è fondamentale. E poi devi avere qualità nei calciatori. In Serie A la tecnica conta tanto. Cosa faccio adesso? Aspetto. E vedo se arriva una buona proposta. Anche dalla Cina? Certo. Sono andato in Romania, a Cluji, in altri tempi e ho vinto. Ma in quei paesi di cui parla lei guardano un po’ troppo a certi grandi nomi”.