“Sicuramente il mio cuore è qui. Anni indimenticabili. Martinelli, la doppia promozione dalla C alla A e poi tanti amici e l’affetto dei tifosi con una curva unica al mondo. Nei giorni scorsi pensavo a cos’era l’aeroporto quando tornammo da Salerno, pazzesco – ha dichiarato Andrea Mandorlini a l’arena, ospite ieri sera a Sona di Raffaele Tomelleri – Non vorrei parlare del Verona, non è giusto nei confronti di Pecchia e di un gruppo di lavoro che è diverso da quello dei miei tempi. Fra l’altro non l’ho mai osservato molto bene. L’ho fatto solo dalla tv e da lì si ha una visione parziale. Qualche difficoltà esiste e si vede – continua l’ex allenatore dell’Hellas Verona – È normale che ci siano delle situazioni difficili. L’importante è arrivare quartultimo. Pazzini? È stato fondamentale nello scorso campionato di B, personalmente mi dispiace, anche perché in A l’esperienza conta e quindi dovrebbe avere un po’ più di continuità, però è una cosa che riguarda la dirigenza, il mister e il Pazzo. Mi auguro che l’Hellas riesca a salvarsi perché qui a Verona se lo meriterebbero tutti. Un saluto a tutti i tifosi gialloblù”.