“A Cremona c’era tutto per fare bene e inseguire i playoff, ma c’è stata troppa smania di cambiare. L’inesperienza e la poca conoscenza del d.s. Rinaudo sono state lampanti. Avevo tante aspettative, volevo programmare un’altra Verona, peccato. In B ho fatto due promozioni e quasi l’80% di risultati positivi, con diversi capocannonieri: i numeri sono dalla mia parte”. Queste le dichiarazioni dell’ex allenatore dell’Hellas Verona, Andrea Mandorlini, a La Gazzetta dello Sport. Hanno cambiato tecnico 10 squadre su 19: sono tante? “Io guardo al mio caso, forse c’è incompetenza, credo che in generale servano una maggior idea di calcio e soprattutto più pazienza, perché non si può giudicare un allenatore in pochi mesi” Che destino: un esonero arrivato proprio a Verona… “Ero stato accolto bene e avevo ringraziato i miei giocatori per la grande partita. L’esonero è stato inaspettato, nessuno se lo aspettava. Che partita sarà per l’Hellas a Cremona? Il Verona ha più qualità, è la squadra più forte del campionato, con due grandi attaccanti come Di Carmine e Pazzini. La Cremonese però deve fare punti e in quello stadio è dura per tutti, soprattutto adesso che entriamo nella fase decisiva e i punti pesano. Brescia e Palermo davanti fino in fondo? Il Brescia gioca bene e ha più continuità, con Donnarumma che segna a raffica. Il Palermo ha avuto più alti e bassi, ma forse ha superato il momento difficile dovuto ai problemi societari: Foschi da vero lupo di mare ha fatto un grande lavoro rimettendo in piedi la barca. Chi può inserirsi? Oltre al Verona, c’è il Lecce che gioca il calcio migliore, con un mio ex giocatore come Tachtsidis che fa la differenza. Se trova continuità può farcela anche il Benevento, ma solo ai playoff”.