“Cosa è successo? Non lo so, se l’avessi capito il Verona non sarebbe ultimo in classifica e io non sarei stato esonerato. Non ho mai cercato giustificazioni ma resta solo il grande rammarico di non aver avuto a disposizione tutta la rosa, almeno per una partita. Ogni settimana dovevamo fare i conti con tanti, troppi infortunati. Problemi muscolari? No, soprattutto sfortuna – ha raccontato l’ex allenatore dell’Hellas Verona a L’Arena – Siamo partiti bene, con la Roma potevamo vincere, un primo tempo di grande intensità. Così così con il Genoa poi si potevano portare a casa tre punti con il Torino, con l’Udinese, la squadra non avrebbe rubato nulla. Anche nel derby si poteva fare qualcosa in più dopo essere andati in vantaggio. Quando la situazione si è fatta preoccupante ne abbiamo sofferto soprattutto psicologicamente, non siamo più riusciti a reagire, basta vedere le partite con la Sampdoria o la Fiorentina. Potevano e dovevano essere le partite della svolta ma non sono stato interpretate bene quelle contro Bologna e Frosinone. Con i felsinei in casa ci siamo trovati sotto di due gol dopo un quarto d’ora, al Matusa invece siamo partiti bene, concentrati, avevamo preparato la partita per non concedere nulla all’inizio e uscire nella seconda parte della gara. Dopo 20 minuti invece è stato espulso Rafael e ci siamo trovati in 10, sotto uno a zero. Abbiamo cercato anche di reagire, siamo tornati in partita ma li si sono infortunati due giocatori in poco tempo. Tutto è girato storto”.