12 marzo 2012. L’Hellas Verona di Andrea Mandorlini affronta all’Olimpico di Torino la squadra granata di Ventura, incontro valido per la 30ª giornata del campionato di Serie B. I gialloblù vincono già 0-3 alla mezz’ora della ripresa. Quando entra in scena Domenico – Mimmo – Maietta. “Chi se lo dimentica quel gol, spesso e volentieri me lo vado a rivedere. L’azione la so a memoria – racconta a Hellas Live – Il nostro giro palla era molto più efficace di quello del Torino di Ventura, quella è stata la partita, gara che poteva finire anche 1-5 col palo di Cangi. Di Cesare voleva servire Sgrigna, ma capii tutto e l’anticipai. Il pallone dopo un rimpallo con lo stesso Di Cesare si allungò ma riuscii a tornarne in possesso – ricorda Maietta – Mi ritrovai da solo contro la difesa granata, i miei attaccanti erano larghi e dopo il tunnel a Pratali, appena ho visto Il portiere fuori dai pali, decisi di provarci e direi che andò bene (ride, ndr). Quando ho visto il pallone entrare in porta non ci ho capito più nulla. Quel giorno ce l’ho tatuato sul braccio sinistro – svela l’ex gialloblù Maietta a Hellas Live, nella foto l’arena mentre esulta con Ferrari – Ho anche altri tatuaggi legati a date importanti, come l’esordio in Serie A e le vittorie dei campionati. Ho dei ricordi indelebili di quegli anni, un gruppo che non ritroverò da nessuna parte ma lo porterò sempre con me. Una squadra che aveva forse meno qualità ma grande spirito e voglia di arrivare. La maglia del gol di Torino ce l’ha mio padre Antonio e la custodisce con grande gelosia. Il Verona di oggi? La rosa ha grandi individualità e qualità ma ci sono stati troppi alti e bassi. Non è facile giocare a Verona e non è da tutti vestire la maglia dell’Hellas. Colgo l’occasione per salutare i grandi tifosi gialloblù, li ricordo sempre con affetto, ed auguro a loro di tornare in Serie A”.