12 marzo 2012, campionato di Serie B, Torino-Hellas 1-4. Una delle partite più emozionanti degli ultimi anni della squadra gialloblù. Un protagonista su tutti: Domenico “Mimmo” Maietta. “Quel gol, così folle, me lo ricordo ancora. Affrontavamo il Toro di Ventura ma noi eravamo l’Hellas di Mandorlini. Che gruppo. Anticipo Sgrigna, vinco un contrasto con De Cesare e poi, oplà, tunnel a Frattali. Loro cercano di riprendermi ma in velocità vado via, vedo da trenta metri o più Benussi fuori dalla porta e faccio un lungo pallonetto. In panchina sono diventati tutti matti, compreso il mister – ha dichiarato Maietta a l’arena – Che gruppo che eravamo, che squadra. Appena riesco salgo a Verona, ho una piccola casetta sul lago a Peschiera acquistata da quel grande uomo che era Martinelli. Aspettatemi perché tra qualche anno quando smetto vengo a vivere sul lago di Garda, si sta davvero troppo bene. Il momento del Verona? Stanno facendo molta fatica, non capisco perché non ci sia più cattiveria. Le partite si possono perdere, ma gli avversari devono fare fatica. Il gruppo per me deve ancora amalgamarsi bene – continua l’ex capitano dell’Hellas Verona – Ci vuole più determinazione e più fiducia da parte di tutti. Anche a Bologna in A, perdemmo otto incontri nelle 10 giornate poi riuscimmo a fare un grande girone di ritorno. Sarei felice per l’Hellas. Gialloblù domenica in casa del Torino? Sono arrabbiati duri, hanno perso malamente il derby e cercheranno il riscatto. Saluto tutti, ricordando quegli anni in cui riuscimmo a fare gruppo non solo con Martinelli, Mandorlini e tra di noi ma anche con i tifosi e la stampa. Sono elementi importanti, da non sottovalutare. Leggo che c’è qualche critica su Pecchia. Lui sta lavorando per far crescere la squadra e sono i ragazzi che devono seguirlo. Lo sa il mio amico Fusco, grande dirigente e brava persona”.