“A Juric devo solo dire grazie. I suoi messaggi mi caricano e mi spronano a fare sempre meglio. Lui si riferisce agli allenamenti e a qualche disattenzione. Da parte mia sto dando tutto me stesso per questo club e per le persone che hanno creduto in me. Lo posso fare solo crescendo. Un difetto del mister? A volte si arrabbia troppo, però diventa una qualità per quello che accade dopo. Magari che ne so, in un’ipotetica scala dovrebbe urlare per 7 ed invece lo fa per 9. Però il giorno dopo ti stupisce. Entra nello spogliatoio e chiede scusa. Juric è persona intelligente e umile. Non dobbiamo scordarci che lui ha una grande responsabilità ed un uomo con tutti i problemi e le situazioni che accadono giorno dopo giorno. A Verona ho ritrovato la passione, quello che ti muove da quando sei piccolo. Non ho mai pensato a giocare a calcio per soldi o per la gloria. Quella di quando col mio amico Marco giocavo a scartarci a due porte, una fatica. Perchè ho un grande amore per questo attrezzo: il pallone. E qui a Verona ho trovato un ambiente, una città e delle persone che mi hanno trasmesso tanto. Quando ami qualcosa tiri fuori il meglio di te. Scendo in campo penso a loro e mi sento in debito come un padre con un figlio o per la famiglia. Ti spendi molto di più. Do tutto, poi ci sta di sbagliare ma devo dare tutto e spero che si sia capito non mollo mai. Cosa succederà contro la Juventus? Se lo sapessi farsi l’indovino. Prepareremo la gara come al solito, perchè se non hai stimoli contro la Juve e CR7… Se è Cristiano Ronaldo l’avversario più forte? Farei un torto ad altri come Dybala, Lukaku o Douglas Vosta che mi ha impressionato. Il mio modello? L’eleganza di Ramos ed il tackle di Nesta, ma ho sempre guardato un po’ tutti. Se l’anno prossimo mi vedo ancora all’Hellas? Assolutamente. Verona e l’Hellas mi hanno insegnato a camminare tra i professionisti. Devo tanto e poi voglio crescere con questa maglia. Il gol? Quando torneranno i tifosi allo stadio. Lo tengo per allora“ ha dichiarato a L’Arena, il difensore dell’Hellas Verona, Giangiacomo Magnani.