“Sono stati i miei amici a suggerirmi questa esultanza. Avevamo visto il terzo film della trilogia e ci era piaciuto il motto dell’Olandese volante: “Parte della ciurma, parte della nave”. Siligardi ha esultato come me a Novara per ringraziarmi? In effetti l’assist non è stato male: ho recuperato un pallone difficile, ho saltato due avversari e gliel’ho passato. Tutto molto bello – ha dichiarato Luppi a La Gazzetta dello Sport – Il mio gol più bello? In casa contro il Benevento: un anticipo, poi la spaccata. E con questo ho dimostrato una cosa importante. Cosa? Che merito il 10 che porto sulla maglia. Un numero che sento mio visto che posso fare il trequartista. All’inizio devo dire che qualcuno aveva dei dubbi… Come giudico il mio campionato? Dal punto di vista tattico le cose sono un po’ combinate: Pecchia mi chiede di rientrare, di sacrificarmi di più per la squadra. Fino a dicembre ho avuto qualche problema al ginocchio sinistro, poi ho incominciato a gestirmi e ora sto bene. Vedremo a fine stagione se dovrò operarmi o no, al momento sono concentrato soltanto sul Verona. Se sono soddisfatto del primo anno in gialloblù? Posso dire che il bilancio è positivo, ho giocato abbastanza (16 partite da titolare, ndr) non mi posso lamentare. Quali sono le percentuali di promozione? Le stesse di prima, il campionato è aperto, sarebbe assurdo considerarci fuori dalla corsa proprio adesso. Mancano sette partite, siamo a cinque punti dalla Spal e tre dal Frosinone. Tutto è ancora possibile. Troppa fatica in casa? Vero, dobbiamo tornare a vincere al Bentegodi, la partita di Pasquetta col Cittadella può essere l’occasione giusta. Ci sono anche i cinque gol dell’andata da cancellare – ricorda Luppi – Mai in Serie A? Per questo ho scelto Verona. Per la storia, la tradizione, i tifosi. Toni ha vinto un Mondiale a 29 anni, io a quasi 27 posso andare in A. Non ci sarebbe niente di strano. Giusto premio dopo tanta gavetta? Vero, sinceramente credo di essermi meritato questa possibilità, nessuno mi ha mai regalato niente. Ho fatto la trafila nel settore giovanile del Bologna, poi ho incominciato a girare. La delusione più grossa? Alla Correggese tre anni fa, quando all’ultima giornata abbiamo perso la promozione in Lega Pro. È stato un campionato incredibile: ho fatto 29 gol in 20 sette partite, 32 in 29 considerando i playoff. Allora giocavo da seconda punta nel 4-3-1-2, mi muovevo molto di più vicino alla porta. Quest’anno è tutto molto più difficile”.