20 maggio 1973, Verona-Milan 5-3. “E pensare che due nostri giocatori, Pizzaballa e Bergamaschi, erano già stati ceduti al Milan”. L’ex gialloblù Livio Luppi racconta quando al Bentegodi, l’Hellas staccò dalle maglie rossonere uno scudetto (quello della stella). “Segnai due gol e sarebbero stati tre, non fosse stato per una deviazione di Sabadini in autogol. All’ingresso in campo il Bentegodi era pieno di tifosi milanisti, sulle bandiere lo scudetto già c’era e pure la stella. Però noi eravamo tranquilli, salvi. Poi la partita girò per un verso ancora prima del nostro vantaggio. Il Milan, nei primi minuti, dominò. Pizzaballa fece una parata incredibile su Rivera. Avessero segnato loro, chissà… Tant’è, poi venne la rete di Paolo Sirena e non ci capirono più niente. Erano stanchi nelle gambe e nella testa. Pochi giorni prima avevano vinto la Coppa delle Coppe superando, in una finale durissima il Leeds, a Salonicco. Giocammo come sapevamo, e per me quella resta la gara che più mi simboleggia. Turone, il loro libero, disse che non aveva mai visto un Luppi così. Chi mi marcava?Sabadini, ma non mi teneva. Provarono con Zignoli e non gli disse meglio. Anquiletti era su Zigoni: non lo vide mai. Il loro problema era che non avevano più – ha dichiarato l’indimenticabile ex gialloblù Luppi al Corriere di Verona – Sul 5-1 pigiammo il freno, non aveva più senso. Negli ultimi minuti accorciarono ma era tardi. Il premio per quella vittoria? Trecentomila lire. Eh, il commendator Garonzi sui soldi era strettino (ride, ndr). A ogni giocatore del Milan per lo scudetto, sarebbero andati tra i 15 e i 16 milioni. Questo per capire che cos’abbia rappresentato, per tutti, quel risultato. La partita di domenica sera al Bentegodi? Sulla carta il divario tecnico è chiaro, ma l’Hellas è in forma. Sarò allo stadio con Franco Nanni. Spero di assistere a una bella partita con la vittoria gialloblù: sarebbe una bella botta d’entusiasmo nella corsa per la salvezza. La chiave per farcela? Essere solidi e organizzati in difesa. E non vale solo per la sfida al Milan, ma per l’intero campionato. Primo non prenderle, certo, ma senza rinunciare al gioco. Il giudizio sull’avvio di campionato dell’Hellas Verona? Molto positivo, anche perché non ci credevo granché, lo confesso. Restiamo coi piedi per terra, ricordando quel detto che fa ”calcio di Ferragosto, campione mio non ti conosco” ma le indicazioni sono buone. La partita col Milan ne darà di nuove”.