“Dall’esterno è molto difficile giudicare, ma è sotto gli occhi di tutti che le ambizioni dell’Hellas Verona erano ben diverse ad inizio stagione. La Serie B è complicata, ma questa involuzione dei gialloblù non so se sia dovuta all’allenatore, al modulo oppure ai giocatori. Il problema è generale ma sentendo i tifosi, pare che le colpe siano più dell’allenatore perché sulla carta, la squadra c’è. La protesta dei tifosi? Hanno ragione a far capire a questa società che sono a Verona e soprattutto all’Hellas. Dove c’è una storia e dei colori da onorare. Mi piacerebbe che l’Hellas diventasse come l’Atletico Bilbao – ha dichiarato a Hellas Live l’ex gialloblù, Luciano Marangon – Conoscendo ed avendo vissuto l’Hellas a Verona, penso che una società debba avere un legame profondo, un cordone ombelicale con la città e soprattutto coi tifosi. I butei sono sempre stati il dodicesimo uomo in campo. Mi pare che questa società vada invece per la sua strada. Il tifoso del Verona è preparato, conosce il calcio e sa anche dare indicazioni. Per me dovrebbero essere più coinvolti, ma la società mi sembra invece sorda. Tanti ex potrebbero inoltre essere molto utili – sottolinea Luciano Marangon – Setti? È un imprenditore, non è un veronese. Fa solo i suoi calcoli per portare a casa il più possibile. Non ha l’ambizione di portare il nome dell’Hellas nel mondo. Pur avendo girato tante squadre e realtà diverse, provo sempre un affetto particolare verso i tifosi dell’Hellas Verona e sarò sempre al loro fianco. Vorrei dire alla società che il calcio non è solo business, specie se ti chiami Hellas Verona. I tifosi non hanno interessi personali ma hanno come obiettivo solo il bene dell’amato Hellas Verona”.