“Il titolo di capocannoniere? Sicuramente non mi aspettavo di fare così tanti gol a Verona, ma ho sempre avuto tanta voglia di giocare e di impegnarci durante gli allenamenti. Pensate che sono persino riuscito ad entrare nella storia come il bomber più vecchio del nostro campionato, record però che non mi piace tanto (ride, ndr) perché significa che gli anni passano. Il record più bello? Senza ombra di dubbio la conquista della coppa del mondo. Totti? Dispiace la situazione che sta vivendo, Francesco è la storia della Roma e sarebbe bello che finisse come tutte le belle favole. Com’è nato il gesto di portare la mano all’orecchio quando segno? È nato a Palermo e mi fa molto piacere vedere ancora oggi i bambini che mi riconoscono e associano per questo gesto. L’esordio in Serie A? Me lo ricordo eccome, col Vicenza a Milano contro il Milan. San Siro prima di allora l’avevo visto solo in televisione. Mi ricordo che chiesi la maglia a Maldini – ha raccontato Luca Toni a Total Italian Football – La Fiorentina? A Firenze cominciai a segnare con maggiore regolarità e diventai subito l’idolo dei tifosi. Nacque così il motto “Toni e fulmini” e le t-shirt con questa scritta andarono poi in beneficenza, una cosa che mi fa molto piacere e che mi rende orgoglioso perché così abbiamo aiutato i bambini meno fortunati. Tra i gol che ho segnato, ricordo molto bene il primo in Serie A ed il mio 300esimo in carriera realizzato l’anno scorso a Udine. Trecento gol sono davvero tanti! Un messaggio ai più giovani? Io sono partito da un paesino chiamato Stella di 5000 abitanti sulle colline modenesi e sono arrivato sul tetto del mondo solo grazie ai sacrifici. Facendo sport comunque nella vita vinci”.