“Pensandoci è stata una sciocchezza giocare, abbiamo ubbidito. L’attaccante Gabbiadini e mezza Sampdoria contagiati e poi Zaccagni. Non è stata una grande esperienza però al tempo, non si sapeva, non si conosceva questa terribile pandemia. Forse c’era poca informazione e confusione nelle decisioni. Eravamo già stati a Genova, per niente perché ci fecero tornare indietro. Poi in quell’occasione senza pubblico, forse non giocammo al meglio. Un grande primo tempo ma poi la Samp ebbe una reazione forte – ha dichiarato a L’Arena l’esterno dell’Hellas Verona, Darko Lazovic – Tampone? L’hanno fatto solo a Zaccagni che si era contagiato. Da molto tempo lui sta bene e siamo tutti felici. Devo dirvi la verità sono un po’ triste perché la mia famiglia è a Belgrado da moltissimo tempo ed io solo qua a Verona. Non ero abituato. La società è stata molto attenta e precisa. La spesa a casa e tutte le tabelle del lavoro per tenerci in forma, però la lontananza dai miei affetti ora si fa sentire. Ritorno in campo? Come ha detto Setti quando verrà garantita la salute noi saremo pronti a ripartire. Tanti morti, troppi. Così non si può ma presto spero di sì. È un mese che siamo fermi e poi dopo il rinvio della gara col Cagliari si era già capito che sarebbe successo qualcosa. Stipendi? Quello verrà deciso insieme alle società e noi parleremo all’interno del nostro spogliatoio. L’importante è che si torni a giocare, magari anche in piena estate, significherebbe che la battaglia sarebbe vinta o quasi. Vogliamo giocare”.