“Aglietti è stato un mago ad inserirsi con calma e cambiare quelle due o tre cosine: stop. Il resto è scattato in noi. Cosa ricordo di quella serata? Il passaggio del Pazzo, la gente piena di felicità e noi in campo con le nostre famiglie, figli o genitori. Eravamo convinti di vincere, eravamo diventati imbattibili. Se a Cittadella avessimo preso anche cinque gol, al Bentegodi ne avremmo segnato uno in più – ha dichiarato Laribi a L’Arena, doppio ex di Hellas Verona e Sassuolo – Mai vista una città come Verona. Impazziscono per l’Hellas ma ti lasciano tranquillo quando sei in città. Unica. Chi fa questo mestiere, anche se è una parola grossa definirlo così, sa a cosa va incontro. La società mi disse che non rientravo nei piani del nuovo allenatore e che quindi dovevo andarmene. Ho accettato, ci mancherebbe. Però la serie A con l’Hellas mi manca. Nel calcio quando ti dicono che sei uno forte da categoria, sembra sempre che tu non possa fare quella superiore. Ecco mi sarebbe piaciuto avere una chance. La sfida di questa sera? La guarderemo col mister ed i miei compagni. Sono due ottime squadre. Quella di De Zerbi tiene molto la palla. Il Verona invece porta tanta pressione e fa giocare il meno possibile gli avversari. Due idee di calcio un po’ diverse, vedremo chi riuscirà a sfruttare meglio qualsiasi cosa durante la gara”.