Sono le 6.40 ma sono sveglia dalle 5… non capivo perché poi un’amica mi scrive se fosse vera la notizia della rescissione di Simon con l’Hellas. Sì è vero. Ho iniziato a pensare perché ora ho tempo per farlo, mentre tutti ancora in casa dormono… Non so se voglio pensarci perché purtroppo è un pensiero più doloroso di quanto dovrebbe essere ma credo di dover esorcizzare la tensione, la rabbia e lo sconforto di questi giorni o forse mesi o anni… Io sono solo la moglie del calciatore e magari dovrei starmene zitta , soprattutto considerando che quando conobbi Simon , tanti anni fa ,non sapevo nemmeno dell’esistenza di una squadra veronese chiamata Hellas Verona, invece sento il bisogno di esprimere il mio profondo dispiacere. Purtroppo nel mondo del calcio esistono SOLO I NUMERI, non le persone ma io quello che ricordo, che ho nel cuore e che non dimenticherò mai invece, sono le persone che mi hanno fatto conoscere e amare questa squadra. Il primo significativo episodio risale al ritiro pre campionato anno 2012/13. Fine partita amichevole contro la Fiorentina, stavamo scendendo dagli spalti e un tifoso, vedendo un cancello di accesso al campo che era aperto disse (ovviamente in dialetto)“ chiudi che c’è corrente!”Fu un colpo di fulmine,mi sentii “a casa”, la voglia di prendere il calcio tanto seriamente quanto con umorismo era ed è esattamente quello che da sempre desidero e cerco di fare nella vita e spesso il calcio si trova ad essere la metafora che meglio rappresenta la vita ,specie di noi italiani. Questo piccolo episodio fu ovviamente solo una minuscola parte di ciò che rappresenta l’ ironia veronese ma a me aprí gli occhi. Da allora ci furono tante gioie ed emozioni fino all ‘ascesa in seria A ,che per me resterà il momento più emozionante vissuto qui. Ringrazio tutti, davvero tutti per aver vissuto un’esperienza così unica ma soprattutto SIMON per aver dimostrato che esistono ancora giocatori che per una bandiera sputano sangue piuttosto che fermarsi prima del fischio finale ,che giocherebbero in qualunque condizione ma al massimo delle loro possibilità per onorare la maglia che indossano. Lui lo ha fatto sempre dentro e fuori dal campo. Ne sono rimasti pochi di uomini così e senza polemica vorrei solo dire che è un peccato che al giorno d’ oggi nel calcio come nella società in cui viviamo , la serietà, l’impegno, la dedizione, la passione , la professionalità hanno spesso meno valore di esibizionismo, profitto e chiacchiere. Avrei tanto da dire ma mi fermo qui perché l’unica cosa che per me conta davvero è rendere omaggio all’Uomo speciale che vive al mio fianco, come calciatore prima che come persona (anche se per quanto lo riguarda non esiste un ordine di importanza) e ringraziare gli allenatori, gli staff, i compagni e i tifosi dell’Hellas Verona, diventata la squadra del cuore di tutta la famiglia Laner, Kilian compreso che a 3 anni canta i cori da stadio. “Hellaaas hellaaas, quando in campo scenderai, non vi lasceremo mai, SOLI! Insieeme a voi…” GRAZIE e in bocca al lupo a voi e a SIMON. Questo il messaggio pubblicato da Roberta, moglie di Simon Laner