Da Bergamo all’Atalanta. Dal punto più alto a quello più basso, in Serie A, nella storia dell’Hellas Verona. Contro l’Atalanta, gioie e dolori per i tifosi gialloblù. Ieri pomeriggio al Bentegodi contro la Squadra di Gasperini, i gialloblù hanno inanellato la 18ª sconfitta in 28 partite di campionato e per la seconda volta in questa stagione, sono riusciti ad incassare ben 5 reti in 90’. Come contro la Fiorentina lo scorso 10 settembre. Mai si era registrato un passivo così pesante ed umiliante nel massimo campionato italiano. Batoste di questa portata si erano registrate solo in Coppa Italia contro Roma (1982) e Napoli (1992). Quanto di buono mostrato contro Torino e Chievo, nel giro di 90’, è stato completamente annullato. L’Hellas Verona è tornato quindi alla sua triste realtà. Ma i numeri, è vero, non condannano ancora la squadra di Fabio Pecchia come è altrettanto vero che dopo “prestazioni” del genere pare sempre più difficile pensare positivo per il finale di stagione. Tanto che, con la solita ironia e goliardia che li ha sempre contraddistinti, i tifosi gialloblù ieri cantavano “Restiamo in Serie A però nessuno ci crede” coro oramai noto e “Modello Borussia Dortmund”. Una lezione di tifo sugli spalti, una dura lezione di calcio, sul campo.