Il talento argentino dell’Hellas Verona, Javier Saviola, si racconta a La Gazzetta dello Sport dopo la prima rete siglata nella Serie A TIM. – Non ho mai pensato di andare via, ho atteso con fiducia il mio momento e sapevo che sarebbe arrivato. Mandorlini giustamente ha puntato su ragazzi che conosceva meglio, e poi il 4-3-3 si addice poco alle mie caratteristiche, con il 3-5-2 è un’altra cosa. Toni? Un campione straordinario. Non si fanno a caso 300 gol. Perchè l’Italia? Mi mancava la serie A. È il campionato più duro e al tempo stesso più bello. In passato fui molto vicino alla Roma, ma poi scelsi il Barcellona. Un lato negativo? Non ci sono strutture adeguate, gli stadi sono vecchi. Chi mi ha chiamato dopo il gol contro l’Atalanta? Javier Zanetti, un grande campione ed una persona straordinaria. Dove può arrivare il Verona? Il valore è superiore rispetto alla classifica. Battendo il Palermo faremmo un bel passo in avanti. A Verona Nico Lopez può diventare un crack. Il giocatore più forte con cui ho giocato? Ronaldinho. Il mio futuro? A Verona sto bene, vorrei restare. Qui è nato mio figlio Fabricio: insomma mi sento un po’ veronese -.