L’Hellas Verona esce sconfitto dallo stadio Ferraris di Genova contro la Sampdoria. Una partita gestita senza alcun affanno dalla squadra di Giampaolo. Di fronte, un gruppo con poche idee e zero colpi in canna, mai capace di impensierire il portiere blucerchiato Viviano, spettatore non pagante. A perdere oggi però non è stata solo la squadra di Fabio Pecchia ma soprattutto il sistema calcio italico. Vietare la vendita dei biglietti ai residenti della regione Veneto, sia pur in possesso dell’utilissima tessera del tifoso, è la sconfitta di un intero movimento. Che dimostra di non avere come principale obiettivo quello di tutelare ed agevolare i tifosi, il vero patrimonio del mondo del pallone. Anzi. Tra divieti e restrizioni, gli stadi (tra i più fatiscenti d’Europa, ndr) sono sempre più vuoti e lo spettacolo offerto peraltro sul rettangolo verde di gioco non è più quello tanto osannato negli anni passati. Se si vuole togliere poi l’amore e la passione dei tifosi sugli spalti, il finale dello sport più bello del mondo è già bello che scritto. Vietare una giornata di festa a due splendide tifoserie come quella della Sampdoria e dell’Hellas Verona, legate da un bellissimo gemellaggio che vanta più di trent’anni, è qualcosa di illogico e da condannare. Anche perché senza tifosi, la fine del calcio sarebbe ancora più celere.