“Questa pandemia mi ha insegnato a non dare tutto per scontato, a vivere in armonia con ciò che di meraviglioso ci circonda, a godere delle piccole cose che sono le più genuine ed autentiche, ad avere più rispetto della vita, della natura, di noi stessi, a essere altruisti, a volerci bene. Il calcio nella mia vita è entrata grazie a papà, grande appassionato. Quando avevo 4 anni mi iscrisse alla scuola calcio di Peschiera. Il Verona? Arrivai all’Hellas a 8 anni e penso che il sogno di ogni bambino sia quello di giocare nella squadra della propria città. L’allenamento per me è tutto ed è la cosa che più mi è mancata nel periodo di clausura. I miei punti di forza? La concentrazione in partita, l’attenzione che metto su ogni palla e la determinazione. Fanno parte del mio carattere – ha dichiarato a Sportweek, il difensore dell’Hellas Verona, Marash Kumbulla – La prima volta contro Cristiano Ronaldo? Ho realizzato di averci giocato contro solo alla fine. Prima ero concentrato sulla partita. Dopo, però, mi sono emozionato al pensiero. Fino a un anno prima uno come lui potevo solo ammirarlo alla televisione. CR7 è forte perché ha tutto. Lavora tanto e ha un talento naturale. Pazzini? Mi dà tanti consigli, per esempio sul “contro movimento” dell’attaccante. Il mio modello di difensore? Chiellini. I più forti al mondo oggi? Van Dijk, Sergio Ramos, De Vrij. Dei tre vorrei la forza fisica, l’esperienza e la lettura nelle azioni. Juric? È un grande lavoratore che sa stimolarti. Ti fa rendere al meglio, offre fiducia. A me ha dato tanto. Chi mi ha impressionato della squadra dal punto di vista tecnico? Osservandolo da vicino, sono rimasto colpito da Verre”.