”La quarantena la passo in famiglia, purtroppo per ovvi motivi non sono ancora riuscito a vedere la mia ragazza Greta, come i miei compagni. E non vedo l’ora. Veloso? Miguel è veramente forte, ha tante qualità e lo ringrazio ancora per l’assist che mi ha fatto in occasione del gol contro la Sampdoria. Il mio primo in Serie A. La mia stagione? Ho lavorato duro, il più forte possibile, cercando di mostrare al mister le mie qualità e grazie al presidente ed al direttore sono riuscito ad esordire in Serie A, realizzando il mio sogno. Ho capito che potevo ritagliarmi il mio spazio nel massimo campionato italiano all’esordio. Una squadra, la nostra, dove non ci sono titolari fissi perché il mister sceglie sempre in base al lavoro settimanale. Chi mi ha aiutato? Il direttore D’Amico ha sempre creduto in me, già l’anno scorso nonostante i problemi fisici, la mia famiglia, il mio procuratore a cui vanno i miei ringraziamenti. La mia crescita atletica? In ritiro abbiamo lavorato tantissimo, è stato molto faticoso ma i frutti si sono visti ed in partita, la fatica non si sente nemmeno. La mia è stata una crescita sia fisica che mentale – ha dichiarato in diretta sul profilo Instagram dell’Hellas Verona FC, Marash Kumbulla – I risultati di quest’anno sono merito del gruppo che si è venuto a creare. Siamo molto uniti, scherziamo molto nello spogliatoio ed i meno giovani (ride, ndr) ci aiutano molto. Ho sempre seguito l’Hellas, ricordo una partita da raccattapalle dove vincemmo 3-0 grazie ad una doppietta di Luca Toni, sotto la Curva Sud. Ed io ero proprio lì. Che emozione! Il gol contro la Samp? Non mi sono mai arrivati così tanti messaggi. La prima rete in Serie A non si scorda mai, ma il giorno più bello resta la partita con la Juve in casa. Una delle giornate più belle della mia vita, dove ho festeggiato il compleanno nel più bel modo possibile, vincendo contro la squadra più forte d’Italia. Meglio di così non poteva andare. Sono stato tutta la notte a rivedere la partita ed a leggere i messaggi. Il mio carattere? Grazie ai valori che mi hanno insegnato i miei e genitori. Sono una persona rispettosa e seria, che lavoro molto. Danzi? Mi spiace per l’infortunio, Andrea ha grandi qualità e sono sicuro che tornerà a dimostrare il suo valore. Mio padre? Mi ha sempre seguito e lo ringrazio tanto perché mi ha dato la possibilità di giocare a calcio. La passione me l’ha trasmessa lui. Dove ho iniziato a giocare? A Cavalcaselle, la squadra del mio comune, poi a 9 anni ho iniziato la trafila nell’Hellas Verona. Ho realizzato il mio sogno giocando per la squadra della mia città. La fascia di capitano dell’Albania? È uno dei miei obiettivi. Sono 50% albanese e 50% italiano e la scelta di giocare per l’Albania è di cuore”.