“Fa un effetto strano ed è al tempo stesso bello rivedersi nei video. L’esordio col Bologna? Un’emozione unica. Penso sia il sogno di tutti i ragazzi che giocano a calcio calcare un giorno i campi della Serie A. Io ci sono riuscito a 19 anni. È un grande orgoglio per me, ricordo la bella prestazione di tutta la squadra che resterà per sempre nei miei ricordi. I miei primi passi all’Hellas Verona? A 8 anni i primi provini sino alla Prima Squadra. Vedermi com’ero e come sono adesso è particolare e mi auguro di continuare così – ha dichiarato Kumbulla a hellasverona.it – È già difficile giocare in Serie A, in più con la squadra con cui sei cresciuto è qualcosa che tutti vorrebbero realizzare. Gli allenatori che ho incontrato nel Settore Giovanile gialloblù? Li porto tutti nel cuore, ognuno mi ha fatto maturare. All’inizio quando giocavo a sette, mi hanno messo a giocare a centro, poi quando sono arrivato al Verona mi hanno arretrato in difesa. Quando ho capito che potevo farcela? Ci ho sempre sperato e quest’anno in ritiro, grazie alla fiducia del mister e della società, sono riuscito a ritagliarmi il mio spazio. Juric? Le sue parole sono una nota di stima in più. Tanti ti premiano perché sei giovane, lui invece ti fa giocare perché hai doti e puoi giocare nella sua squadra. Caratterialmente mi dà tanto, è duro il giusto, ci fa lavorare tanto e per me che sono giovane è perfetto. Il Bentegodi? Da pelle d’oca. Ogni volta che applaudono o esultano per un gol è indescrivibile… Lo scivolone sulla prima palla giocata in Serie A? (ride, ndr) Diciamo che non è iniziata bene ma grazie ai compagni e tifosi è stato più facile rialzarmi. L’avversario sino ad ora poi difficile da marcare? Dybala per le sue qualità e caratteristiche fisiche. Chi non vedo l’ora di incontrare? Nessuno in particolare. Guardo di partita in partita, ora penso a fermare quelli del Cagliari. Studio e sport? È abbastanza difficile combinare entrambe le cose, ma grazie alla famiglia ed alla società ce la si può fare. Sono fortunato perché ho sempre la mia famiglia vicino, è molto importante per me: mamma e papà mi seguono ovunque, loro mi danno tanta forza”.