“I giovani albanesi vengono da una cultura differente, che magari permette loro di avere più stimoli e ambizioni. Le mie origini mi hanno trasmettono un forte senso di appartenenza alle tradizioni e alla storia del mio popolo. È un sentimento che mi spinge a dare sempre il massimo. Il gesto del premier albanese Rama? Sono orgoglioso. In un momento così difficile per l’Italia, Paese che è sempre stata al fianco dell’Albania quando ne ha avuto bisogno. Ringrazio lui e i medici che sono venuti in Italia. Che effetto mi fa giocare in A con la maglia che indosso sin da bambino? Penso sia il sogno di tutti: già è difficile arrivare in alto, farlo con la squadra con cui tutto è iniziato è indescrivibile. La prima volta che ho detto “voglio fare il calciatore”? Avevo 10-11 anni: lì ho capito che quello che volevo fare veramente era giocare a calcio, facendo di una passione, una professione. E viceversa. La prima volta invece che ho detto “ce l’ho fatta”? Quando ho segnato il mio primo gol in serie A, di testa, contro la Sampdoria: un momento indelebile. Se è vero che avevo il poster di di Chiellini in camera da ragazzino? Sì: ho sempre ammirato la sua grinta e la sua voglia di migliorarsi. È un autentico guerriero in campo. Qual è il segreto di questa solidità in difesa? Siamo un gruppo molto unito sia in campo che fuori. E questo aspetto aiuta a lavorare sul campo – ha dichiarato al Corriere della Sera, il difensore dell’Hellas Verona, Marash Kumbulla – Juric? Trasmette molto bene le sue idee: sa quando c’è da caricare la squadra e quando c’è bisogno di allentare la presa. Lo ringrazierò sempre per la fiducia che mi ha dato, al pari del direttore sportivo Toni D’Amico, che è stato il primo a credere in me, anche nei momenti difficili che ho attraversato. Cos’ha tirato fuori da me, Juric? Il furore agonistico, che magari sapevo di avere, ma che forse nell’ultimo anno avevo un po’ smarrito…. 8 febbraio? Finora è stata la serata più bella della mia vita, perché ho festeggiato (20 anni, ndr) con la vittoria contro la Juventus. E per poco non ci è scappato anche il gol (annullato dalla Var, ndr). Dopo la gara non sono riuscito a dormire, a causa dell’adrenalina che avevo dentro di me: è una partita che porterò sempre nel mio cuore. L’attaccante che mi ha messo più in difficoltà? Dybala, per le caratteristiche tecniche e fisiche: un funambolo. Qual è il mio sogno? Giocare in Champions. E come uomo creare una famiglia, rendendo felici le persone che mi vogliono bene”.