“Come ho trascorso il giorno del compleanno? Allenamento e pranzo insieme ai miei compagni di squadra, che mi hanno fatto gli auguri. Poi una cena con amici per distrarmi qualche ora. Sono un normalissimo ragazzo di 18 anni, vivo per questo sport e nel tempo libero mi piace giocare a FIFA, scegliendo come squadra il Verona, e guardare le partite in TV. Inoltre sto prendendo lezioni private di matematica e inglese per prendere il diploma. Vivo a Peschiera, vicino al campo di allenamento, con mia mamma e con Paulo, un mio carissimo amico. Il mio attaccante di riferimento? I miei tre preferiti sono Ibrahimovic per la cattiveria agonistica, Lukaku per la presenza in campo e Neymar per le qualità tecniche e la velocità. Quattro gol all’attivo. Potevano essere di più? Rimpiangi quelli falliti con l’Atalanta? Non mi piace guardare al passato e alle reti che non solo riuscito a realizzare. Guardo sempre a quelle che farò, a come migliorare per segnare gol che possano essere utili alla squadra – ha dichiarato Moise Kean a L’Arena – Il compagno con cui ho legato di più? Vado d’accordo con tutti. In particolare ho un bel rapporto con Momo Fares e Rolando Aarons, quest’ultimo arrivato nel mercato di gennaio ma con cui ho legato sin da subito. A Firenze dopo il gol hai pregato perché? Lo fai spesso? Sono molto religioso, credente e cattolico, come mi ha cresciuto mamma, a cui sono molto legato. Proprio per questo mi piacerebbe molto incontrare e stringere la mano a Papa Francesco. Sei un attaccante dal grande futuro. Pensi alla Nazionale maggiore? È chiaro, la Nazionale è il punto di arrivo per chiunque giochi a calcio e vincere un Mondiale sarebbe il mio sogno. Penso sempre a migliorarmi ma il cammino è molto lungo ed ho appena compiuto 18 anni. Faccio il possibile sia quando sono a Peschiera che in campo per crescere, migliorarmi ed aiutare l’Hellas. A Torino quelli della Juve cosa ti dicono? Di lavorare sempre di più e di seguire i consigli di mister Pecchia che mi sta insegnando molto non solo dal punto di vista tecnico-tattico, ma anche da quello umano. Se arrivasse la salvezza del Verona faresti un altro anno di serie A? Verona è una grande piazza. Qui c’è una passione. Quando gioco e guardo lo stadio mi viene da dare sempre qualcosa in più per la squadra. Quanti gol pensi di fare da qui a fine campionato? Non penso ad una cifra, l’importante è che l’Hellas si salvi. Che partita sarà col Benevento? Una partita importante, ma da qui alla fine lo saranno tutte. Quanto ti senti di dire grazie a Pecchia? Tantissimo. Sento la sua fiducia anche se con me è molto severo. Lo fa per il mio bene ed io lo ringrazio”.