“Quando ho scelto il Verona, non ho fatto calcoli, mi sono detto semplicemente: “Vado là per guadagnarmi il posto”. Sono soddisfatto di questi mesi, ma posso e devo dare di più per la squadra e per i tifosi. Ho 17 anni e so di dover migliorare ancora molto. In che cosa in particolare? Calcio quasi sempre di destro. Sul sinistro devo lavorare”. Al Milan ha segnato col mancino, però… “E mi ha fatto un gran piacere, mi ha ripagato degli sforzi che sto facendo per migliorarmi. Il più bel messaggio ricevuto? Quello della mamma. Mi ha inviato una preghiera. Siamo molto religiosi. A quale giocatore paragonerei mia mamma? Pelé! Che sensazione ho provato nel far gol a Donnarumma? Gigio è un amico. Abbiamo parlato prima della partita, poi non ci siamo più incrociati. E’ uno dei portieri più forti al mondo. Più che far gol a lui è stato emozionante segnare contro il Milan. Ma lì per lì il primo pensiero è stato: “Adesso devo provare a farne un altro, dobbiamo vincere”. Il consiglio che mi ripete più spesso Raiola? Mino mi dice sempre di giocare il mio calcio e di prendere esempio da un campione come Ibrahimovic. Ci ha fatto conoscere, andiamo molto d’accordo Zlatan ed io. Cosa vorrei avere di Ibrahimovic? La serietà nel lavoro e la cattiveria. Tra i miei attaccanti preferiti c’è anche Balotelli e pure con lui ho un buon rapporto. Di Mario apprezzo la tecnica e la velocità. Se mi piace l’etichetta di “nuovo Balotelli”? Mi piace Mario come attaccante. Ma lui è Balotelli e io sono Kean. Se ho già immaginato come sarà sfidare la Juventus? Sarà sicuramente emozionante, ma la affronterò come se di fronte avessi il Milan: nei miei pensieri c’è solo il Verona, ora”. Su Whatsapp è già cominciata Verona- Juventus? “Il mio amico Sturaro mi ha scritto dopo la rete ai rossoneri, sarà bello riabbracciare lui e tutti gli altri – ha dichiarato Moise Kean a Tuttosport – Se segno alla Juve non esulto. Con chi mi piacerebbe scambiare la maglia? Marchisio o Buffon, anche se ho letto che Gigi forse non recupererà. Con me è sempre speciale, mi ha soprannominato cucciolo e mi ha trattato come un figlio l’anno scorso. Per la differenza di età in teoria potrei esserlo davvero. E’ talmente alla mano che finisco per dargli del tu anche io. Che rapporto ho con Allegri? Buono. Con me è stato sempre duro, ma per il mio bene: ha visto tanti talenti bruciarsi e ha voluto evitare che mi potessi montare la testa. Lo ringrazierò sempre. Cosa mi chiede Pecchia? Di aiutare la squadra e di sacrificarmi. Un sogno ricorrente sul calcio? Un gol di testa in finale di Champions… contro una squadra spagnola. Se firmerei per chiudere la stagione con 10 gol? 10 o di più… conta solo che siano utili per salvarci”.