“È stata un’annata bellissima. Ci sono state situazioni di alta difficoltà, ma siamo riusciti a rimanere sempre lucidi e concentrati sull’obiettivo. È stato un anno quindi di crescita e di consapevolezza. L’Atalanta rimane la squadra che in base alle proprie possibilità, riesce ad essere superiore alle altre. Dal punto di vista del gioco, contro il Bologna abbiamo fatto una grande partita, come contro Fiorentina, Torino e Inter dove ho visto quello che voglio vedere in campo, al di là del risultato finale. Quest’anno penso che siamo andati crescendo, ma si sono evidenziate mancanze di organico. Nella prima parte di campionato sono usciti altri valori, nella seconda invece si è vista la squadra che voglio, ma non siamo stati concreti. E nemmeno fortunati in talune circostanze. Contatti con la società? Ci siamo trovati, abbiamo parlato e mi è stata presentata più o meno la situazione. In questi giorni ci penserò, insieme alla mia famiglia. Ci siamo confrontati l’altro giorno dopo tanto tempo: se non vendiamo nessuno, non possiamo fare niente, se vendiamo invece poi si vedrà. Contatti con altri club? Ci sono stati, com’è normale che sia, come è stato l’anno scorso. Il mio procuratore ascolta, poi mi riferisce ed io decido insieme alla mia famiglia. Si ragiona su tre cardini: ambizione, aspetto economico e famiglia. Poi vai anche d’istinto, in base a quello che ti senti dentro. Nei prossimi giorni voglio chiarire meglio ancora certe situazioni. Quanto presentato è molto difficile, perché noi siamo partiti da niente ed sino ad oggi abbiamo creato molto. Si può ripartire, ma con idee chiare ed entusiasmo. I soldi, a certi livelli, non cambiano. Mi ritengo infatti fortunato. L’obiettivo sarà la terza salvezza consecutiva. Kalinic? È fantastico il modo in cui fa giocare la squadra, Nikola ci è mancato tanto. Gioca bene ma gli manca quello scatto forte. Il suo futuro? Dovrebbe essere un punto fermo di questa società, al di là di me. Se consiglierei Napoli a Zaccagni? Mattia ha fatto un grande girone d’andata, nel ritorno ha comunque dato il suo contributo e resta un giocatore fondamentale per questa squadra. È un fenomeno a gestire certe situazioni. Avrà sicuramente le sue offerte e deciderà con calma. Se arrivano grandi squadre, sono difficili da rifiutare. Adesso può fare il salto di qualità importante. L’importanza di Berardi nello spogliatoio? Mi trovi pienamente d’accordo. Ale è stato fondamentale per me in questi due anni. Anche in questo, c’è la grandezza di Tony nel saper capire quanto possa essere importante anche il ruolo del terzo portiere. Berardi ha grandi valori, oltre al modo di lavorare e di comportarsi. È fondamentale per il gruppo e ci tiene molto ad esordire in Serie A. Se domani andrà tutto bene, ci sarà spazio per lui. Che Verona si presenterà allo stadio Maradona di Napoli? Daremo il massimo. So quanto significa per i tifosi questa partita e sono convinto che faremo una grande prestazione, ma non facciamo proclami come l’anno scorso alla vigilia dell’ultima gara contro il Genoa. Ho preparato la squadra come fosse una partita fondamentale, non guarderemo in faccia nessuno, per rispetto dello sport, della squadra della società e dei tifosi. Che futuro sarà per l’Hellas Verona? Se noi non vendiamo, non abbiamo squadra. I prestiti li perderemo, ma io non ho paura di andare in battaglia. Quest’anno ero più nervoso perché le cose non erano chiare. Senza investire un euro, abbiamo fatto comunque tantissimo e questo ha portato nervosismo. Nelle difficoltà è uscito il carattere, la volontà ed il grande sacrificio di questi ragazzi. Da certi giocatori però mi aspettavo qualcosa in più” ha dichiarato l’allenatore gialloblù Ivan Juric, alla vigilia di Napoli-Hellas Verona.