“L’ottavo posto? Sarebbe fantastico. Vogliamo vincere domenica a Genova. Se sono infastidito dalle voci sulla presunta morbidezza? Mi fa schifo questo modo di pensare. È brutto è fastidioso per la gente onesta. All’estero e negli altri sport nemmeno pensano che possa accadere. La Serie A pre e post Covid-19? Sì, è stato un massacro fisico e mentale. Ma era giusto giocare per aiutare i club e le persone che lavorano nel calcio economicamente. Voto al Verona? 10 e lode, abbiamo fatto il massimo. Il mio giudizio personale? Sono molto contento di me stesso. Ho trovato un ambiente che mi ha lasciato esprimere: ho avuto le mie mancanze e non me le hanno fatto pesare e allo stesso tempo hanno esaltato i miei pregi. Con il presidente Setti il rapporto è sincero. La pensiamo diversamente su certe cose, ma fino adesso mi ha sempre detto la verità. Come mai è tardata l’ufficializzazione del contratto? Economicamente eravamo d’accordo da mesi, i miei dubbi erano legati all’investimento futuro. Volevo il massimo perché penso che dobbiamo migliorare, me compreso. Ho ascoltato altre proposte, poi mi è venuto naturale scegliere Verona. Quando ti trovi così bene, vuoi continuare questa sensazione piacevole. Sono strafelice. Molti sottovalutano l’aspetto umano: invece stare bene in un ambiente di lavoro come qui dove non si finge è fondamentale. Non contano solo i soldi, il successo, gli obiettivi sul campo. Ci sono anche altri valori – ha dichiarato a La Gazzetta dello Sport, l’allenatore dell’Hellas Verona, Ivan Juric – Se c’è un Juric in questo Verona? No. Amrabat ha una forza mostruosa, Veloso è tutto intelligenza e tecnica, Pessina è imprevedibilità e in parte attaccante. Il legame con Gasperini? Il mio calcio parte da lui come stile di gioco. L’apice della soddisfazione da allenatore? La settimana in cui abbiamo affrontato Milan, Lazio e Juventus a inizio febbraio: 5 punti, 0 sconfitte. Facevamo grande calcio. Senza lo stop del campionato saremo andati in Europa League? Ne sono convinto, avevamo raggiunto un livello psico-fisico eccellente. Non avevamo paura di niente. Ho ritrovato la felicità a Verona. Quei due anni e mezzo al Genoa mi hanno distrutto, ho sofferto. Ripetere il miracolo sportivo? Bisogna programmare, c’è qualche risorsa da investire in più rispetto a quest’anno. Nella scorsa estate ci siamo arrangiati bene, ci siamo mossi con logica con il d.s. D’Amico. Adesso possiamo fare anche qualcosa in più e magari avere meno giocatori in prestito. Possiamo fare un passo in avanti. Se Kumbulla è pronto per una grande squadra? Sì, anche se mi piacerebbe che rimanesse un altro anno. È una persona seria”.