“Le parole di Setti? Ho sempre detto nell’ultimo periodo che dovevo parlare col presidente. Avendo conquistato con largo anticipo la salvezza, volevo capire cosa si poteva fare, chi si poteva riscattare. Parlare quindi di programmi. Ho aspettato, ma non abbiamo mai affrontato argomenti che per me sono fondamentali. In questo momento con la società non ho parlato di niente. Penso sia passato molto tempo e l’ultima volta che ci siamo parlati, abbiamo toccato più argomenti, ma non si è pianificato. Non sono io quello che deve parlare. Il calcio non funziona così. L’importante è essere chiari. Io alleno ma le idee non partono da me. Io sogno e mi sono creato il film di portare il Verona in Europa. Sarebbe fantastico per una società come la nostra. Ma oggi non so come rispondere, mi trovo davvero in grande difficoltà. Ho sempre discusso e litigato per il bene dell’Hellas Verona. Sembra che sono un rompi c….i ma questo è il mio orgoglio. Il mio entusiasmo e la mia voglia mi hanno portato oltre. Qui sto da Dio, la mia famiglia sta benissimo a Verona. Un po’ mi sono sentito incompreso, come uno che rompe e se qualcuno si è sentito offeso, chiedo scusa. Non voglio deludere i tifosi. Voi mi avete fatto tornare il sorriso, da Verona ho ricevuto tanto. Adesso ci sono le ultime tre partite e voglio rimanere nella parte sinistra della classifica, per prestigio e per l’aspetto economico della società. Pandur? Spero che continui così. Se ha le carte in regola per fare il titolare in Serie A? Abbiamo un grande allenatore dei portieri e lascio molte decisioni a lui. Cataldi crede tantissimo in Ivor e mi auguro che il ragazzo prosegua su questa strada. Silvestri? È cresciuto tanto, gli auguro il meglio e che possa raggiungere quello che desidera. Lo scudetto del Verona? È una bellissima cosa e mi piacerebbe fare qualcosa di altrettanto strepitosa e straordinaria. In questo periodo penso di aver dato tutto me stesso per migliorare l’Hellas Verona. Kalinic? È uno dei miei rammarichi, insieme a Veloso, Gunter, Ruegg, Benassi e Vieira. Lui ci fa giocare davvero bene, ha fatto un’ottima prestazione contro il Torimo. Insieme a Lasagna, hanno giocato meglio rispetto a Udine. Mi sono molto piaciuti insieme. Dimarco? A me toglie il sonno quando lavoro per altre società. Federico non ha mai giocato con continuità prima di Verona, abbiamo lavorato tanto e mi spiacerebbe perderlo per poco, come Pessina. Ma ad ora non so quale sarà il suo futuro, come quello di Ilic e Salcedo ad esempio. Fare giocare Dimarco come terzo è stata un po’ una pazzia però adesso mi sembra che il suo raggio d’azione sia molto più ampio. Alla fine penso che sia un quarto (ride, ndr) ma Fede ha fatto un’annata, un ragazzo che ci ha dato tantissimo. Cetin? Mert ha trovato poco spazio per una mia scelta tecnica, ma resta un bravissimo ragazzo che si è sempre allenato al meglio. Il mio ritorno a Crotone? Sono stato cinque anni da giocatore, poi come allenatore li ho portati per la prima volta in Serie A, una cosa magnifica, una città dove ho tanti amici e mi legano tante emozioni, ho grandi legami col direttore e famiglia Vrenna, insieme abbiamo passato momenti magnifici. Una città che significa molto per me, come Genova e adesso, Verona” ha dichiarato l’allenatore Ivan Juric, alla vigilia di Crotone-Hellas Verona.