“Il rapporto tra me e Gasperini si conosce, mi ha insegnato tutto e ha portato l’Atalanta ad una dimensione fantastica. Come persone e modo di essere siamo però molto diversi. A Bergamo, ha creato un mostro, mentre a Verona non ci sono le condizioni per diventare un giorno l’Atalanta. Il merito più grande di Gasp è di non essersi mai privato dei giocatori più forti, ma di quelli sostituibili. Benassi? Non l’ho mai allenato, penso forse un giorno. Ha un problema al polpaccio e non riesce ad uscirne fuori. Mai avuto casi così nella mia storia calcistica, meglio che parli quindi il dottore. Oggi invece è una giornata importante: Lovato e Favilli hanno lavorato con la Primavera e vediamo se sono convocabili per la sfida di sabato sera a Bergamo. Magnani? Non ci sarà contro l’Atalanta, ma anche qui sarebbe meglio parlasse il dottore. Kalinic? L’infortunio muscolare è minimo ma salterà le prossime tre partite, se tutto va bene. Vieira? Il suo problema è invece più grave di quello di Kalinic. Contro Milan e Benevento ci è mancato, mentre contro Sassuolo e Cagliari, chi lo ha sostituito ha fatto bene, senza farlo rimpiangere. Di Carmine? Sono sempre stato chiaro con Samuel. L’unico rammarico è che in queste partite doveva fare qualche gol, ma ha giocato con grande intensità. Su di lui non ho dubbi. Partirà titolare con l’Atalanta e lo vedo bene. La squadra contro Sassuolo e Cagliari ha fatto molto bene ma in entrambe le gare abbiamo perso ed in Coppa Italia strameritavamo di passare il turno. Sono convinto che a Bergamo possiamo fare una partita giusta e tosta. Ritrovarsi di fronte Pessina? Sono felice per Matteo, perché lo sento vicino mentalmente. L’Atalanta ha fatto un grande affare a riportarlo a Bergamo dopo l’annata a Verona. Gasperini ha tagliato il traguardo delle 200 panchine con l’Atalanta, qual è il mio obiettivo con l’Hellas Verona? Volevo aprire un progetto ma ora non c’è. Ma non è mai troppo tardi. Sto da Dio a Verona, sarebbe bello stare il più lungo possibile”

L’allenatore gialloblù parla poi di Diego Armando Maradona. “È stato il mio primo idolo, quello di cui ti innamori da bambino. Una grande tristezza la sua scomparsa. Come se avessi perso un padre o un fratello” ha dichiarato in conferenza stampa, Ivan Juric.