“È impossibile da dimenticare quell’annata. Tra alti e bassi, chiusa con la grande gioia di Busto Arsizio. Una giornata storica, un ricordo indelebile. Per me come penso per tutti i tifosi dell’Hellas Verona. Ricordo le chiamate continue di Davide Pellegrini per convincermi a venire a Verona a fargli da vice. La prima volta declinai, ma all’avvento del Pellegrini II non riuscii a dirgli di no. Per l’amicizia che mi lega a lui e perché a Verona non si può dire di no. Dopo averne parlato con mia moglie, con la quale avevo prenotato un viaggio di una settimana a Sharm dove alla fine ci andò con sua madre, accettai e da lì iniziarono mesi ricchi di emozioni. La prima partita vinta 1-0 contro il Foggia con gol di Minetti è piena di significati. Per me fu il ritorno al Bentegodi ed i cori che mi hanno dedicato i tifosi riecheggiano ancora in me. Che emozione! Prendemmo anche delle belle batoste come la sconfitta casalinga nel derby col Padova, ma i ragazzi ci hanno sempre seguito ed alla fine siamo riusciti a raggiungere la salvezza – ha dichiarato a Hellas Live l’ex giocatore e vice allenatore dell’Hellas Verona, Diego Caverzan – Abbiamo lottato fino alla fine, tutti insieme grazie ai vari Garzon, Sibilano, Bellavista, Rafael per centrare l’obiettivo. Un risultato finale per come è arrivato eclatante ed entusiasmante. Ricordo bene la gara d’andata contro la Pro Patria, decisa dall’unico gol in campionato di Daniele Morante. Fu quella la nostra miglior partita, peccato solo non essere riusciti a fare più gol in vista della gara del ritorno (domani è il decennale, ndr) partita che poi sappiamo tutti come finì grazie alla rete nel finale di Zeytulaev. Nonostante l’1-0 siglato da Negrini che ci complicò e non poco il pomeriggio. Ma alla fine fu la festa di tutta la città di Verona ed i suoi splendidi tifosi che non ci hanno mai abbandonato. Penso che dopo lo scudetto sia l’emozione più grande vissuta da chi ha cuore l’Hellas – continua Caverzan – Ogni tanto me lo rivedo su Facebook il gol di Zetu e pensare che i più gli urlavano di metterla in mezzo… Per fortuna alla fine ha deciso di calciare. E che gol! Come valuto la retrocessione dell’Hellas Verona di Pecchia ed il futuro dei gialloblù? Il calcio è fatto di cicli ed il Verona purtroppo non riesce a dare continuità. Sin dall’inizio si poteva comunque immaginare il finale di questa stagione, con alcuni accorgimenti sia alla guida tecnica che in sede di mercato forse il risultato finale sarebbe stato diverso. L’anno prossimo penso che bisognerà cambiare il 70% della squadra e puntare sui giovani in un campionato difficile come la Serie B non è mai facile. Ho letto che il prossimo direttore sportivo sarà Tony D’Amico. Non lo conosco, chi è? Io punterei su un ds già affermato ma la decisione spetta al presidente Setti. Occorre gente che sa di calcio. Mi aspetto tanti cambiamenti e non posso che augurare una pronta risalita all’amato Hellas Verona”.