Caro Sean ho sorriso davanti alla tua lettera che, sostanzialmente, è una conferma del fatto che sia stato giusto separarsi e che, forse, con l’esperienza di oggi, avrei interrotto prima un rapporto che impostato sul tuo modo di fare calcio, non sarebbe mai stato possibile sostenere da parte mia. Le tue ambizioni personali, il tuo alzare l’asticella senza tenere conto della parte economica di un club come il nostro, avrebbe portato ad un futuro inesistente. Ci siamo andati vicini ma ci siamo fermati in tempo…. Il tuo modo di lavorare non è compatibile con le mie possibilità e la tua lettera, con profonde inesattezze su tanti tesserati e alcune casuali dimenticanze su certi passaggi non gratificanti, suona per me e per chi era presente in quei giorni e sa come hai operato, come ulteriore conferma. Ti auguro tutte le soddisfazioni che hai avuto a Verona, con la speranza che tu comprenda che il bene di un club viene prima delle ambizioni personali. Io lavorerò per restare in serie A o, se sarà, per tornarci e restarci più a lungo possibile non mettendo mai a rischio il futuro di questo club. Con affetto Maurizio Setti